
L'offensiva militare turca in corso nel nord-est della Siria ha provocato finora oltre 275'000 sfollati. Lo ha annunciato oggi l'Amministrazione autonoma del Rojava. Secondo una nota, tra gli sfollati vi sono 70'000 minori, costretti a lasciare diverse aree delle province settentrionali di Hasakeh e Raqqa a seguito della campagna militare turca iniziata il 9 ottobre contro le zone controllate dai curdi in Siria settentrionale e nord-orientale.
Molti sfollati dormono per le strade o nelle scuole a causa della mancanza di assistenza umanitaria visto che la maggior parte delle organizzazioni internazionali ha interrotto le proprie attività in questa regione. Le autorità del Rojava fanno appello alle Nazioni Unite, alla Lega Araba e all'Unione europea perché intervengano immediatamente per fornire assistenza medica e supporto logistico per prevenire l'inasprimento della crisi umanitaria.
Le forze siriane "hanno preso il pieno controllo di Manbij e delle località nelle vicinanze". Lo ha detto il ministero della Difesa russo, sottolineando che "la polizia militare russa continua a pattugliare i limiti nord-occidentali dell'area di Manbij lungo la linea di contatto tra gli eserciti della Repubblica araba siriana e la Turchia". Lo riporta l'agenzia Interfax.
La Gran Bretagna ha nel frattempo annunciato la sospensione di "ulteriori licenze" alla Turchia per forniture di "equipaggiamenti che possano essere usate in operazioni militari in Siria".
Lo rende noto il ministro degli Esteri, Dominic Raab, in risposta all'offensiva anti-curda di Ankara promettendo invece solo "una continua revisione" delle esportazioni di armi già in essere. Raab condanna quella turca come "un'azione sconsiderata e controproducente, che dà forza alla Russia e al regime di Assad", dicendo di non aspettarsela "da un alleato".
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