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Oltre 2'300 dispersi in Nepal, e cresce la paura per una nuova ondata alluvionale
©Niranjan Shrestha
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La Cina ha sospeso un'operazione di soccorso per l'elevato rischio di alluvioni in Tibet - Secondo le autorità nepalesi, le immagini satellitari mostrano che un altro tratto del Bhotekoshi è bloccato e si sta formando un nuovo lago che potrebbe presto esondare

Il bilancio delle vittime delle devastanti inondazioni che mercoledì mattina hanno colpito il distretto di Rasuwa, nel nord del Nepal, è salito a 469 persone, ma il dato sembra destinato a salire. Sono infatti 2'381 le persone che ancora mancano all'appello, come spiega la polizia nepalese. Tra loro figurano 644 turisti stranieri. Ieri sera il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha annunciato che sono stati ritrovati in vita due cittadini svizzeri coinvolti nella tragedia.

Infrastrutture distrutte e l'ombra di una nuova ondata

A preoccupare, però, sono la possibilità di una nuova ondata alluvionale e lo stato in cui si trova l'area colpita dall'inondazione. A livello di infrastrutture, infatti, stando a quanto riferito dalle autorità nepalesi sono stati distrutti ottanta ponti tra carrabili e sospesi, così come quaranta chilometri di strade. Una situazione che rende maggiormente difficile e drammatica la ricerca dei dispersi, ma che presto potrebbe peggiorare. Sempre secondo le autorità nepalesi, immagini satellitari e dati preliminari mostrano che un altro tratto del Bhotekoshi è stato bloccato e che si sta formando un nuovo lago che presto potrebbe esondare. Un allarme lanciato anche da Pechino, secondo cui il lago potrebbe ricevere altri tre milioni di metri cubi d'acqua nei prossimi tre giorni, aumentando il pericolo di una rottura.

Pechino ferma i soccorsi in Tibet

Nel frattempo la Cina ha sospeso un'operazione di soccorso in Tibet proprio a causa dell'elevato rischio di nuove alluvioni e del fatto che un lago formatosi a causa dell'enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l'area nella quale erano dirette le squadre di emergenza.

La dinamica: il crollo del ghiacciaio

Ma cosa è successo in Nepal? «Mercoledì verso le 8:30 un'inondazione improvvisa ha raggiunto il nostro Paese dal versante tibetano attraverso il fiume Bhote Koshi, nella regione di Rasuwa, causando danni agli insediamenti nell’area di Timure e Syabrubesi e aumentando i rischi per la sicurezza lungo i tratti a valle dei fiumi Bhote Koshi e Trishuli», hanno riferito le autorità di Kathmandu. Nel dettaglio, le devastanti inondazioni sono state causate dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle».

La solidarietà

La Svizzera ha deciso di mettere a disposizione, tramite le Nazioni Unite, circa 1 milione di dollari per finanziare misure di aiuto umanitario in Nepal, Paese colpito da devastanti inondazioni. Il Dipartimento federale degli affari esteri ieri ha sottolineato come «questo contributo garantirà l'approvvigionamento di acqua potabile, la messa a disposizione di alloggi di emergenza, gli aiuti alimentari, l'assistenza sanitaria e il sostegno psicosociale alle comunità colpite». Ma azioni di solidarietà vengono avviate anche da altre organizzazioni, come Helvetas, la Croce Rossa Svizzera e altre associazioni. Tra queste, in Ticino, si sono mosse Kam for Sud e Mani per il Nepal, due realtà strettamente legate con il Paese asiatico.