
Il suono delle sirene rimbomba in tutta l’Ucraina da un anno esatto. Il 24 febbraio 2022 il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato quella da lui definita “operazione militare speciale”: un’azione – a suo dire – volta a “denazificare” il paese e a proteggere la popolazione russofona del Donbass, dove dal 2014 era in corso una guerra tra separatisti filorussi e l’esercito ucraino. Il discorso alla nazione è avvenuto dopo aver riconosciuto l’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e Lugansk. Di fatto un’invasione.

Il rimbombo delle esplosioni
Già alle prime ore di quel giovedì, forti esplosioni sono state udite in diverse città, compresa la capitale Kiev: le truppe russe sono entrate in Ucraina. Nel corso dei primi giorni del conflitto, i russi sono riusciti prendere il controllo di Kherson e della centrale nucleare di Zaporizhzhia per poi arrivare ad accerchiare Mariupol. La città è stata particolarmente martoriata dall’inizio dell’invasione, anche perché in grado di collegare la Crimea con Donetsk e Lugansk.
La resistenza nell’acciaieria
La battaglia per Mariupol è terminata dopo una lunga resistenza ucraina, concentrata nell’acciaieria Azovstal, dove un piccolo gruppo dell’esercito di Kiev si è opposto a quello di Mosca. Ma nella città sono avvenuti anche alcuni degli attacchi più violenti di tutta la guerra: un bombardamento a un teatro e a un ospedale cittadino, entrambi utilizzati come rifugio dagli abitanti di Mariupol.
L’orrore di Bucha
Il 3 aprile, il mondo è invece venuto a conoscenza del massacro di Bucha. Le immagini mostravano strade disseminate di cadaveri di civili, secondo il ministero della Difesa ucraino, uccisi “arbitrariamente”, alcuni con le mani legate dietro la schiena. Altri corpi nelle fosse comuni. I fatti sono emersi dopo il ritiro delle forze russe dalle zone settentrionali del paese. La resistenza ucraina, infatti, era stata inaspettatamente tenace.
Le città liberate
Successivamente, a quasi 200 giorni dall’inizio della guerra, la città di Izjum, nella regione di Kharkiv, è stata liberata insieme a Kupiansk. A novembre, poi, l’esercito di Kiev ha riconquistato Kherson, grazie a una vasta controffensiva lanciata a fine luglio. Da quel momento, la situazione è rimasta sostanzialmente in stallo: la controffensiva rallenta, mentre l’avanzata dei russi nel Donbass continua a rilento. Nella regione, le energie dei rispettivi eserciti si concentra soprattutto sulle battaglie in due città, Bakhmut e Kreminna.
Le sanzioni
E l’occidente come ha reagito? Europa e Stati Uniti hanno adottato un rigido regime di sanzioni economiche contro la Russia e hanno sostenuto l’Ucraina inviando una grande mole di armi. Mosca, invece, ha fatto leva, a più riprese, sulle proprie forniture di gas nel tentativo di spaventare l’Europa.

