
Iscritti all’università, ma con poca voglia di studiare e di conseguenza di dare esami. Quanti giovani così ci sono, in mezzo alla stragrande maggioranza dei volonterosi? Di sicuro, ciascuno ne ha conosciuto almeno uno.
E non è così raro che, alle richieste dei genitori, il sedicente studente finga di aver svolto e magari superato brillantemente molti più esami di quanti effettuati in realtà. Le bugie, si sa, hanno le gambe corte, e il momento della verità per una studentessa di giurisprudenza di Enna è giunto in modo decisamente sgradito.
La ragazza ha svolto solo 2 esami sui 30 previsti, lasciando però credere ai famigliari di essere vicina alla conclusione, e invitandoli alla sessione di laurea. Nella quale, ovviamente, il suo nome non figurava. Neppure a questo punto si è decisa a dire la verità, accusando l’ateneo di non averla inserita fra coloro i quali dovevano discutere la tesi. Il padre ha anche minacciato il personale dell’università per l’errore. L’ateneo ha però aperto un’inchiesta, arrivando a spiegare ad amici e parenti increduli che la studentessa aveva mentito. Rischia guai seri, avendo violato i principi etici sottoscritti quando si è iscritta, ed in più l’università di Enna, sentendosi danneggiata, sta pensando di adire per vie legali.
Lei, però, come se nulla fosse, ha festeggiato, ricevendo sui social network auguri e complimenti. Chissà che cosa accadrà quando potrà discutere, per davvero, la tesi. Non è il caso di pensarci ora: mancano ancora la bellezza di 28 esami!
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

