
Per Silvio Berlusconi, morto il 12 giugno all'età di 86 anni, si terranno i funerali di Stato. La cerimonia verrà celebrata questo pomeriggio, alle 15.00, nel Duomo di Milano. Nello stesso giorno è stato dichiarato anche lutto nazionale in Italia. Una scelta del governo che ha sollevato critiche da parte di alcuni esponenti.
La cerimonia e le misure di sicurezza
Il feretro, scortato dalla polizia, partirà da Arcore e sfilerà fino al centro della città. Dovrebbe arrivare sul sagrato del Duomo alle 14.50, dove sosterà per pochi minuti. Alle 14.45 è previsto l'ingresso delle autorità. L'omelia sarà tenuta dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini e, come da tradizione in Duomo, non ci sarà alcuna orazione. La capienza nella cattedrale sarà di circa 2mila persone. Per i cittadini la funzione sarà trasmessa anche in diretta nella piazza antistante attraverso due maxischermi allestiti ai lati. Per la gestione della piazza, il comune ha deciso di implementare il modello che si utilizza per i grandi eventi, con varchi di ingresso per i controlli, con un accesso libero contingentato a circa 10mila persone. Le misure di sicurezza messe in campo sono imponenti. L'area davanti alla cattedrale è transennata ed è presidiata dalle forze dell'ordine da questa mattina alle 10.00. Alla stessa ora e fino alle 18.00 la stazione della metropolitana Duomo sarà chiusa.
Chi sarà presente alla cerimonia
Alla funzione sarà presente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Gorgia Meloni, con i sui vice Salvini e Tajani. Quanto all'opposizione ci saranno la segretaria del PD Elly Schlein e il leader di Azione Carlo Calenda. Saranno presenti anche gli ex presidenti del Consiglio Mario Draghi, Mario Monti e Matteo Renzi. Assente invece il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte. Dall'estero arriva l’ungherese Viktor Orban e il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber.
La polemica del lutto nazionale
I funerali di Stato spettano a tutti i presidenti del Consiglio, anche dopo la cessazione del loro mandato, e ai ministri deceduti durante la permanenza in carica. Ma quello che sta facendo discutere in queste ore in Italia è la scelta del governo di dichiarare anche un giorno di lutto nazionale. Finora non era mai stato riconosciuto ad un ex presidente del Consiglio. Solo in due precedenti occasioni era stato dichiarato per ex presidenti della Repubblica: Giovanni Leone nel 2011 e Carlo Azeglio Ciampi nel 2016 (furono anche presidenti del Consiglio). In caso di lutto nazionale gli esponenti del governo sono tenuti a rimandare o cancellare gli impegni in agenda. La scelta è stata criticata da diversi esponenti. Emma Bonino, ex ministra degli Esteri e leader di + Europa, in un'intervista a la Repubblica, ha dichiarato che con Silvio Berlusconi "tutto era totalizzante ed eccessivo in vita, e lo è anche nel lutto per la sua scomparsa". "Non voglio polemizzare", ha precisato. "Ma potevano essere sufficienti i funerali di Stato". Sulla stessa scia Rosy Bindi, ex ministra ed esponente del Partito Democratico. "Contesto la santificazione che se ne sta facendo, così come la scelta di indire una giornata di lutto nazionale". Questo "perché Berlusconi ha diviso il Paese. Ne ha sedotti molti, ma non è riuscito ad attirare a sé la maggioranza degli italiani. La decisione di avere una giornata di lutto nazionale è irrispettosa nei confronti di quella maggioranza".

