
Il ministero della Difesa di Ankara ha annunciato che è stato ucciso il primo soldato turco dall'inizio delle operazioni della Turchia nel nord-est della Siria. Altri tre sono rimasti feriti. Ieri le forze curdo-siriane avevano dichiarato che cinque militari turchi erano stati uccisi nelle ultime ore.
Finora almeno undici località minori sono state conquistate dalle forze turche e dalle milizie arabo-siriane ausiliarie nel quadro dell'offensiva militare di Ankara in corso a est dell'Eufrate. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui l'avanzata turca prosegue lenta attorno alle due località chiave di Tall Abyad e Ras al Ayn, nel settore centrale della frontiera tra Siria e Turchia. Non è possibile verificare in maniera indipendente le informazioni sul terreno.
Trump ipotizza una mediazione
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Twitter ipotizza una mediazione Usa per un'intesa tra turchi e curdi. "Si sono combattuti l'un l'altro per 200 anni - scrive il tycoon - ora dobbiamo scegliere fra tre possibilità: inviare migliaia di soldati e vincere militarmente, colpire la Turchia molto duramente con le sanzioni oppure mediare un accordo tra Turchia e curdi!".
Già nella giornata di ieri la deputata repubblicana al Congresso Usa, Liz Cheney, si è detta pronta a presentare nei prossimi giorni una legge che impone sanzioni alla Turchia per l'attacco alle milizie curde. La figlia dell'ex vicepresidente Dick Cheney, nonostante sia una delle più strette alleate del presidente degli Stati Uniti, si è unita al coro delle critiche contro il presidente per aver abbandonato gli alleati curdi. Oltre 20 deputati repubblicani avrebbero già espresso sostegno alla sua proposta. Tra questi il leader della minoranza repubblicana alla Camera Kevin McCarthy.
"Preoccupati dalleoperazioni militari turche"
"Siamo profondamente preoccupati per l'operazione militare turca nel nordest della Siria e chiediamo ad Ankara di cessare l'azione militare unilaterale". Lo hanno detto in un comunicato congiunto i membri europei del Consiglio di Sicurezza Onu.
"Le rinnovate ostilità armate comprometteranno ulteriormente la stabilità dell'intera regione, esacerberanno le sofferenze dei civili e provocheranno ulteriori spostamenti che aumenteranno ancora il numero di rifugiati e sfollati", hanno precisato.
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