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Estero
Offensiva contro talebani, esodo biblico da Swat
Redazione
17 anni fa

È un esodo biblico, secondo solo a quello che nel 1947 diede origine allo stesso Pakistan: sono almeno mezzo milione quelli che hanno lasciato le loro case per sfuggire all'offensiva lanciata martedì scorso dall'esercito pakistano nella valle occidentale dello Swat contro i talebani. Ma solo solo oggi sono stati almeno centomila quelli che hanno approfittato di una sospensione del coprifuoco decisa dall'esercito proprio per facilitare l'esodo: per nove ore la popolazione civile ha potuto mettersi in cammino lasciando le città di Mingora, Kambar e Rahimabad. Gli abitanti delle città si sono diretti verso Peshawar. La maggioranza semplicemente a piedi, altr ammassati su rari autobus o a dorso d'asino. Il loro destino è quello di essere accolti in campi profughi che, secondo quanto riportato dalla CNN, ospitano in condizioni impossibili già mezzo milione di persone. "Portano quello che possono, si vendono le automobili per racimolare un po' di denaro e si mettono in cammino - ha riportato un giornalista di al Jazira -. Anche famiglie rispettabili, che vivevano in grandi case, si sono trasformate in sfollati: profughi nella loro stessa terra". "È il giorno dell'Apocalisse" ha detto un corrispondente della BBC. Secondo l'emittente satellitare panaraba, alla riattivazione del coprifuoco, alle 15 locali, l'esercito ha invitato chi è rimasto nella zona ad unirsi alla "guerra contro i talebani". Guerra che vede impegnati migliaia di soldati, appoggiati dall'aviazione, in quella che una volta era una stazione sciistica di prima categoria con l'ordine di "eliminare" i talebani che da lì si erano spinti fino a un centinaio di chilometri da Islamabad. L'intervento ha andamento soddisfacente dal punto di vista militare. "Nel corso delle ultime 24 ore tra 180 e 200 insorti sono stati uccisi in differenti località delle regioni di Swat e Shanglas dalle forze di sicurezza", ha detto un portavoce delle forze armate. ATS

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