
In futuro gli Stati membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) saranno avvisati, prima del G20 o di altre organizzazioni, di qualsiasi azione che li riguardi. Lo ha indicato oggi a Parigi la consigliera federale Doris Leuthard, precisando che lo ha assicurato per iscritto alla Svizzera Angel Gurria, segretario generale dell'OCSE. La direttrice del Dipartimento federale dell'economia (DFE) oggi e domani è nella capitale francese per partecipare alla riunione del Consiglio dell'OCSE a livello ministeriale. La Leuthard intende presentare in particolare le misure adottate dalla Confederazione per far fronte alla disoccupazione e difendere l'apertura dei mercati commerciali, finanziari e d'investimento. Stando ad un comunicato del DFE diffuso ieri, la ministra avrebbe pure chiesto "una politica di comunicazione trasparente nei confronti dei Paesi membri" dell'OCSE. Dopo l'iscrizione, da parte del G20 all'inizio di aprile, della Svizzera nella "lista grigia" dei paradisi fiscali, le autorità elvetiche si sono in effetti lamentate presso Gurria per non essere state messe al corrente degli scambi d'informazioni fiscali tra le due organizzazioni. Il segretario generale dell'OCSE ha dunque risposto positivamente alla formale richiesta di Berna: "abbiamo ora la garanzia che permette di essere fiduciosi", ha detto la Leuthard al suo arrivo a Parigi. La ministra elvetica dell'economia mantiene tuttavia per ora il blocco dei 136'000 euro che la Svizzera dovrebbe versare all'OCSE per la sua collaborazione con il G20. La consigliera federale intende aspettare il vertice dello stesso G20 in settembre prima di pagare, ossia "fino a quando l'OCSE e gli altri Paesi ci tratteranno correttamente". All'indomani dell'incontro del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz a Berlino con i Paesi dell'Unione europea (Ue) e dell'OCSE, che si sono accordati per lottare più duramente contro l'evasione fiscale, Gurria si è rallegrato per "i progressi" realizzati dalla Svizzera nella lotta all'evasione fiscale. "Abbiamo celebrato i progressi, realizzati assieme, nella questione degli scambi d'informazione", ha dichiarato il segretario generale, filmato dalla televisione romanda (TSR), sottolineando uno sviluppo "enormemente positivo". Obbligata a sottoscrivere entro settembre almeno dodici accordi di doppia imposizione rispettosi dei criteri dell'OCSE per essere cancellata dalla "lista grigia", Berna ne ha già siglati sette. L'ultimo - è stato indicato stamane - con il Giappone; un altro è in preparazione con la Germania. Sulla questione fiscale si è espresso anche Jean-Daniel Gerber, direttore della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), intervenuto al Forum dell'OCSE a margine della riunione ministeriale: rafforzare la lotta contro l'evasione fiscale è importante. Ma questo aspetto non deve far dimenticare le misure protezionistiche sui mercati finanziari, ha affermato il segretario di Stato. È necessario accrescere trasparenza e integrità, tuttavia l'integrità dei mercati è minacciata anche dalle tentazioni protezionistiche. Tra queste figurano il progetto di legge tedesco di lotta contro l'evasione fiscale e quello dell'Unione europea (Ue) di escludere le banche e le assicurazioni che non hanno sede in uno Stato membro, ha spiegato Gerber, chiedendo all'OCSE di intervenire. Sempre in tema fiscale Doris Leuthard intende chiedere "il potenziamento di regole eque per tutti (level playing field), in particolare in ambito fiscale", ha indicato il suo Dipartimento. Il primo luglio Berna depositerà ufficialmente una domanda di sorveglianza del rispetto degli standard dell'OCSE. "Sono necessarie linee chiare per tutte le piazze finanziarie del mondo per far sì che la Svizzera sia trattata correttamente e come gli altri Paesi", ha dichiarato la Leuthard. Dello stesso tenore le richieste formulate dal ministro lussemburghese del tesoro e del bilancio Luc Frieden. Tema di fondo della riunione parigina è però la crisi fina
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