
Un acoppia musulmana di Missaglia (Lecco) - un’italiana convertitasi di recente all’Islam e il compagno, un operaio tunisino - sono stati denunciati per maltrattamenti in famiglia per aver picchiato e obbligato i figli a studiare il Corano di notte. I bambini, una femmina di 9 anni e un maschio di 13, si trovano da alcuni giorni in una comunità protetta fuori dalla provincia. Entrambi sono stati tolti alla madre.
Ad accorgersi delle terribile situazione famigliare erano stati dapprima i nonni materni, preoccupati per lo strano comportamento della figlia nei confronti dei nipoti, che vivevano in una sorta di regime dittatoriale. Non potevano guardare la televisione né usare il cellulare poiché, secondo il compagno della madre, si tratterebbe di un peccato molto grave.
Alla bambina, che frequenta le elementari in paese, era stato persino imposto di indossare lo hijab, il velo che copre capelli e collo, lasciando scoperto soltanto il viso. La piccola è risultata addirittura la più indottrinata e radicalizzata dei due.
I du bambini hanno rivelato agli psicologi e ai neuropsichiatri infantili le minacce e le vessazioni subite anche nel cuore della notte. Se non si svegliavano in tempo per pregare venivano infatti castigati da entrambi i genitori con punizioni corporali oppure tenuti a lungo prigionieri in camera e infine picchiati.
Stando a quanto riferito da La Regione, gli accertamenti della Squadra mobile lecchese hanno appurato un legame tra la coppia e il pugile Abderrahim Moutaharrik, che si era allenato anche a Lugano indossando una maglietta dell'ISIS procuratagli da Mohamed Koraici, il cittadino marocchino che nel 2015 lasciò Bulciago per raggiungere la Siria insieme alla moglie Alice Brignoli e ai 3 figli di 6, 4 e 2 anni (vedi articoli suggeriti).
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