
Hillary Clinton, l'ex first lady, è diventata ufficialmente segretaria di Stato americana, ottenendo in serata a Washington il via libera quasi unanime del Senato. La Clinton, avversaria alle primarie democratiche del presidente Barack Obama, ha sostituito un'altra donna, Condoleezza Rice, la prima nera ad essere diventata responsabile del Dipartimento di Stato, dopo aver passato 4 anni alla Casa Bianca, come responsabile per la sicurezza nazionale di George W. Bush. Hanno votato a favore di Hillary 94 senatori, mentre i voti contrari sono stati soltanto due, e ambedue espressione dei repubblicani all'opposizione. Hanno detto di no a Hillary l'ultraconservatore David Vetter della Lousiana (era previsto), al quale si è aggiunto Jim DeMint della South Carolina. Il via libera del Senato a Hillary, lei stessa senatrice uscente dello Stato di New York, era scontato. Non era altrettanto scontata la quasi unanimità, visto che una serie di senatori avevano espresso alcune perplessità per i legami con suo marito Bill, l'ex presidente degli Stati Uniti che guida una fondazione finanziata anche da diversi governi stranieri. Con la Clinton, probabilmente per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, i vertici dello Stato sono in mano a ex senatori: oltre al presidente Obama, ex senatore dell'Illinois, c'è il vicepresidente Joe Biden, per decenni senatore del Delaware. Nel corso della sua audizione, la scorsa settimana, la Clinton aveva confermato una linea dura con Hamas finché non riconoscerà Israele ma aveva parlato di un nuovo approccio con Teheran per evitare lo spettro di un Iran nucleare. L'America da sola non può risolvere i problemi del mondo ma gli Stati Uniti di Obama possono tornare ad essere leader globali attraverso un mix di "smart power", di diplomazia e di difesa, aveva tra l'altro detto Hillary. ATS
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