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Estero
Obama rilancia, chiudere Guantanamo
Redazione
12 anni fa

Chiudere Guantanamo, il supercarcere nato nell'era Bush dopo l'11 settembre per i sospettati di terrorismo e che in dodici anni ha messo gli Stati Uniti nell'occhio del ciclone per le condizioni di detenzione e le accuse di tortura: è la nuova sfida del presidente Barack Obama, secondo cui la struttura nella base militare americana a Cuba, che nel frattempo continua a svuotarsi, è una "minaccia per la sicurezza nazionale". In realtà Obama aveva promesso di chiudere il carcere cubano sin dal giorno della sua elezione, ma è risultato impossibile: ora ci prova di nuovo. Dopo lo storico annuncio dell'avvio della normalizzazione dei rapporti tra Washington e L'Avana, Obama ha voluto dare un nuovo segnale di distensione nella sua politica estera. E rilanciando la sua promessa fatta nel dicembre 2008, subito dopo la sua prima elezione, ha ribadito l'intenzione di chiudere il centro di detenzione dove i prigionieri, per lo più arabi e afgani, sarebbero stati sottoposti a torture e privati del diritto a processi regolari, perché detenuti senza imputazioni specifiche. Persino con casi di persone entrate per errore, perché il loro errore era stato confuso con quello di qualcun altro, secondo il recente rapporto del Senato sul programma di detenzione della Cia. Per la verità, l'ordine di chiusura era stato firmato da Obama nel gennaio 2009, con l'obiettivo di chiudere il carcere entro l'anno, ma il progetto si era arenato anche per il voto contrario del Senato. Anche quest'anno, però, il presidente americano è tornato all'attacco: "La prigione di Guantanamo mina la nostra sicurezza nazionale, riducendo le nostre risorse, deteriorando i rapporti con i nostri alleati e incoraggiando gli estremisti violenti. Chiudere il carcere è una priorità nazionale", ha sottolineando firmando la legge annuale sulla Difesa, nella quale tuttavia il Congresso - a maggioranza repubblicana - ha rinnovato il divieto al Pentagono di trasferire detenuti sul territorio americano, perché secondo i repubblicani sarebbero una minaccia alla sicurezza nazionale. Un provvedimento contestato da Obama, che ha invitato "entrambe le parti a porre fine a questo capitolo della storia americana". In ogni caso, il supercarcere che imbarazza gli Stati Uniti continua a svuotarsi. Oggi è stato annunciato il rilascio di quattro detenuti afgani, che verranno trasferiti nel loro Paese. Una scelta che secondo funzionari americani è un segno della loro fiducia nel nuovo presidente afgano Ashraf Ghani e che viene considerata una sorta di riconciliazione e di un miglioramento nei rapporti fra Usa e Afghanistan. A Guantanamo, rimarranno ancora 132 detenuti, ma una sessantina hanno già ricevuto l'autorizzazione a potersi trasferire in altri Paesi.

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