
Storia, cronaca, vicende familiari si sono intrecciate oggi in Germania per Barack Obama, il primo presidente americano a visitare il campo di concentramento di Buchenwald. Dopo due giorni trascorsi in Medio Oriente a parlare di pace, Obama si è immerso in Europa negli orrori della guerra. "Non dimenticherò mai cosa ho visto a Buchenwald", ha detto Obama al termine della visita effettuata insieme alla cancelliera Angela Merkel, al Nobel per la Pace Elie Wiesel (un superstite del campo) e a Bertrand Herz (presidente dell'associazione dei superstiti). Obama ha deposto una rosa bianca nella lapide che ricorda "tutte le vittime" del campo, dopo la guerra utilizzato come lager anche dai sovietici. Obama ha detto che Buchenwald costituisce la risposta irrevocabile a chi continua a sostenere "che l'Olocausto non è mai avvenuto". Ed ha ricordato lo shock subito dal prozio Charlie Payne, che fu tra i liberatori di Ohrduf, un campo satellite di Buchenwald, mentre era in Europa nella seconda guerra mondiale, che tornò a casa sconvolto "con memorie terribili: adesso capisco perché". La Merkel ha reso omaggio "a tutte le vittime del nazismo: non ci sono parole per descrivere quello che è accaduto". Wiesel, uno dei superstiti, ha detto di avere trovato il coraggio di visitare il luogo dove morì suo padre tre mesi prime della liberazione. "La sua tomba è nel mio cuore", ha detto auspicando la pace e la sicurezza "per Israele ed i suoi vicini: abbastanza è abbastanza". Prima di recarsi a Buchenwald, Obama aveva incontrato stamattina la Merkel a Dresda, la città bombardata nel febbraio 1945 dai velivoli britannici e americani, un'azione di guerra che provocò la morte di almeno 25 mila persone. E dopo Buchenwald si è recato nell'ospedale militare di Landstuhl dove sono curate le vittime di altre guerre, stavolta contemporanee: quelle in Iraq e in Afghanistan. ATS
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