
Il presidente americano Barack Obama, parlando davanti ad una platea di giornalisti provenienti da tutto il mondo nel secondo giorno della sua visita in Cina ha riconosciuto che il Tibet "é parte della Repubblica Popolare Cinese". Allo stesso tempo, ha aggiunto il presidente, "gli Stati Uniti sostengono la pronta ripresa del dialogo tra il governo cinese e i rappresentanti del Dalai Lama per risolvere qualsiasi problema e le differenze che ci possono essere dalle due parti". Il riconoscimento pubblico della sovranità cinese sul Tibet, che è stato annesso alla Cina nel 1951 con un intervento dell'Esercito di Liberazione Popolare, era una delle richieste presentate dalla diplomazia cinese a quella americana durante la preparazione della visita di Obama. L'appartenenza del Tibet alla Cina non viene messa in discussione dagli Usa dal 1972, dopo la storica visita a Pechino dell'allora presidente Richard Nixon. Allo stesso modo il sostegno al Dalai Lama, considerato un pericoloso secessionista da Pechino, come rappresentante legittimo del Tibet è stata negli ultimi decenni una costante della politica estera americana. La posizione espressa oggi dal presidente americano conferma la difficoltà del dialogo tra i due paesi sul Tibet. Per gli Usa, come per gran parte del mondo occidentale, si tratta di un problema di diritti umani e di libertà di religione mentre Pechino teme che "forze anti-cinesi" usino il Tibet - e l' altra tormentata "Regione Autonoma", quella del Xinjiang - per "smembrare" ed "indebolire" la Cina. ATS
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