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Estero
Obama: a parte l'UDC partiti soddisfatti
Redazione
14 anni fa
E ora Eveline Widmer-Schlumpf spera di poter "rafforzare ulteriormente i molti legami che esistono fra i due paesi"

La Svizzera "si rallegra di poter proseguire la stretta collaborazione con gli Stati Uniti" dopo la rielezione del presidente Barack Obama. Berna spera in particolare di poter "rafforzare ulteriormente i molti legami che esistono fra i due paesi", ha indicato in una nota all'ats il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).La presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf - si legge ancora nel comunicato - invierà una lettera di congratulazioni al presidente degli Stati Uniti.Per quanto riguarda i dossier fiscali e bancari, la situazione è stata "chiarita", ha da parte sua dichiarato il capo della diplomazia elvetica Didier Burkhalter alla radio romanda RTS. Il secondo mandato di Obama permetterà ai due paesi di fare passi avanti "senza pensare sistematicamente alle elezioni".I due Stati hanno "molte possibilità d'intesa", ha aggiunto. "Bisognerà costruire in fretta qualcosa di solido con i nuovi collaboratori di Obama", ha sottolineato il ministro degli esteri, dicendosi dispiaciuto per la partenza della segretaria di Stato Hillary Clinton, con cui "avevamo eccellenti contatti". I partiti svizzeri complessivamente soddisfatti Ad eccezione dell'UDC i partiti svizzeri si dicono soddisfatti della rielezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti. Molti prospettano tuttavia un secondo mandato difficile e si attendono lo statu quo nelle relazioni tra Berna e Washington. Il presidente del PPD Christophe Darbellay si dichiara "contento" della rielezione di Obama. Ritiene però che i prossimi quattro anni saranno "molto difficili e addirittura più complicati" dei primi quattro. Quanto ai rapporti tra Svizzera e Stati Uniti, Darbellay considera che la situazione sui fronti dell'accordo fiscale e del segreto bancario resterà "tesa" e che certe questioni resteranno "spinose". I problemi non si risolveranno tutto d'un colpo. Il presidente del PLR Philipp Müller non prevede un inasprimento delle posizioni su questi due temi. Nella rielezione di Obama intravvede la possibilità di proseguire il dialogo con gli stessi interlocutori, visto che buona parte dell'amministrazione dovrebbe restare invariata. Per il resto Müller spera che il presidente democratico possa continuare sul cammino delle riforme, in particolare di quelle che non è riuscito a lanciare durante il suo primo mandato. Soddisfatto anche il PS: il portavoce Jean-Yves Gentil ha spiegato che il partito si attende che Obama faccia "di più" dal punto di vista della sinistra europea, ad esempio chiudendo Guantanamo. Quanto alle relazioni bilaterali, pure Gentil non si attende grandi cambiamenti. Ad ogni modo il PS preferisce che i contatti bilaterali sui dossier pendenti continuino con la squadra attuale. La copresidente dei Verdi Adèle Thorens si dice "entusiasta" della conferma di Obama, anche se a livello ecologico non vi è stata alcuna rivoluzione sotto la sua amministrazione. La Thorens afferma comunque di avere maggiore speranza in ambito ecologico, in particolare per quanto concerne la politica climatica, con il presidente democratico che con il suo avversario repubblicano Mitt Romney. Anche lei non prevede alcun cambiamento nelle relazioni tra la Svizzera e gli Usa. Quanto all'UDC, il vicepresidente Oskar Freysinger si dice "un po' deluso" della disfatta di Romney, anche se non si tratta di una sorpresa. "Ha compiuto un percorso onorevole, meritava questo posto, si era dimostrato efficace" come imprenditore e manager, ritiene Freysinger. Questi considera che con il repubblicano la pressione sulla Svizzera sarebbe forse diminuita nelle questioni fiscali e bancarie. "Con Obama non vi sarà alcun cambiamento" nelle relazioni tra i due paesi.

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