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"Nuovo test cruciale" della Corea del Nord
"Nuovo test cruciale" della Corea del Nord
"Nuovo test cruciale" della Corea del Nord
Redazione
7 anni fa
L'esperimento missilistico potrebbe riguardare sistemi di potenziamento dei missili balistici intercontinentali, che potrebbero arrivare a colpire gli Stati Uniti

Due test "cruciali" in sette giorni: uno sabato scorso e uno ieri. La Corea del Nord ha annunciato oggi di aver compiuto con successo un nuovo esperimento nella base di lancio per missili e satelliti a Sohae, sul quale non ha fornito altri dettagli, affermando però, sibillinamente, che si tratta di un'attività utile "a rafforzare la sua "affidabilità di deterrenza nucleare strategica".

Secondo alcuni analisti, il test potrebbe riguardare sistemi di potenziamento dei missili balistici intercontinentali, che potrebbero arrivare a colpire gli Stati Uniti.

Un portavoce dell'Accademia nazionale della scienza della difesa, in una nota rilanciata dall'agenzia ufficiale Kcna, si è limitato ad affermare che "le operazioni si sono tenute al Sohae Satellite Launching Ground dalle 22.41 alle 22.48 (dalle 14.41 alle 14.48 in Svizzera) del 13 dicembre". Un elemento, quello temporale, che secondo gli esperti potrebbe indicare che il test riguarderebbe un nuovo motore a combustibile solido per missili intercontinentali.

Pak Jong-chon, capo di Stato maggiore dell'Armata del popolo coreano, ha poi provato a flettere i muscoli affermando che, "in una situazione di confronto intenso, gli Usa e le altre forze ostili passeranno la fine dell'anno in pace soltanto fino a quando non inizieranno a dire parole e a fare azioni che possano irritarci".

Naturalmente, il tempismo non è casuale. Il 31 dicembre scade il termine fissato dal leader nordcoreano Kim Jong-un agli Stati Uniti per tornare al tavolo delle trattative del cosiddetto negoziato nucleare e, di fatto, per allentare le sanzioni a Pyongyang. E sembra così peraltro caduto nel vuoto il duro monito che il presidente degli Usa Donald Trump aveva rivolto a Kim subito dopo il primo test, come sempre via Twitter.

"Kim Jong-un è troppo intelligente e ha troppo da perdere, davvero tutto, se agisce in modo ostile", aveva scritto Trump, ricordando che il leader nordcoreano "ha firmato un forte accordo sulla denuclearizzazione con me a Singapore... La Corea del Nord, sotto la sua leadership, ha un enorme potenziale economico, ma deve denuclearizzare, come promesso".

E di nuovo, appena due giorni fa, l'ambasciatrice statunitense all'Onu, Kelly Craft, ha detto che "mentre gli Stati Uniti hanno cercato di impegnarsi in una solida diplomazia con la Nord Corea, abbiamo visto segni preoccupanti che sono diretti in una direzione diversa". Certo l'inquilino della Casa Bianca ha tutto l'interesse a far sì che tale "solida diplomazia con la Corea del Nord" abbia successo, nell'anno in cui la presidenza degli Stati Uniti sarà rimessa in gioco con le elezioni del prossimo 3 novembre. Questo Kim lo sa bene, ed evidentemente si regola di conseguenza.

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