
È morta oggi fra atroci dolori per le ustioni sull'80% del corpo la ragazza indiana di 17 anni che aveva coraggiosamente denunciato i suoi stupratori a Ludhiana, nel Punjab, ma che giovedì scorso è stata aggredita, cosparsa di cherosene e arsa viva proprio dai tre uomini che nel frattempo avevano ottenuto la libertà dietro cauzione. "La giovane - ha dichiarato il vice commissario di polizia di Ludhiana, Nilambari Jagdale - aveva purtroppo ustioni sull'80% del suo corpo ed oggi è deceduta nell'ospedale centrale di Chandigarh, nonostante l'impegno dei medici per salvarla". L'annuncio di questa nuova tragedia è giunto mentre l'opinione pubblica indiana sta seguendo passo passo la vicenda di Shiv Kumar Yadav, il tassista collegato con il servizio di noleggio taxi via 'app' Uber che ha a quanto risulta stuprato venerdì una passeggera di 26 anni, e che ora è in carcere. Dopo lo stop impostole ieri dalle autorità di New Delhi, Uber ha ricevuto oggi un'altra tegola per la decisione della polizia indiana di presentare nei suoi confronti una denuncia per truffa e per violazione dei regolamenti governativi. E se non bastassero i guai planetari già esistenti per la compagnia, la Thailandia ed un giudice di Madrid le hanno ordinato oggi l'immediata sospensione delle operazioni di trasporto passeggeri, mentre il Comune di Portland, in California, ha denunciato Uber per "attività illegale", chiedendo ad un tribunale di imporre l'arresto del servizio. Intanto sta emergendo dalle indagini indiane che Yadav aveva precedenti per violenza sessuale, e che dal 2009 per ben cinque volte, compresa quest'ultima, era incappato nella giustizia per molestie di donne. Attualmente, ha assicurato Zee News Tv, era in libertà dietro cauzione. Il suo avvocato, Alok Dubey, ha cercato di difenderlo sostenendo che tutta questa vicenda "è una enorme macchinazione mediatica" i cui fini non sono ancora del tutto chiari. "Sarò più preciso - ha assicurato - quando riceverò il testo della denuncia della polizia". Per quanto riguarda invece il decesso della giovane di Ludhiana si deve sottolineare che nonostante le minacce ricevute, due mesi fa aveva voluto lo stesso presentare una denuncia di stupro nei confronti di tre aggressori. Arrestati dalla polizia, i tre individui sono riusciti però ad ottenere la settimana scorsa la libertà dietro cauzione. Secondo la versione offerta dalla polizia i tre individui, originari del Bihar, una volta fuori dal carcere hanno chiamato tre amici e si sono recati a casa della giovane mettendo in atto il terribile gesto. Quattro dei sei responsabili dell'omicidio sono stati assicurati alla giustizia, mentre due sono latitanti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

