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Nuovi guai per Berlusconi
Redazione
13 anni fa
Entro Natale a Milano verrà aperta una nuova inchiesta su Silvio Berlusconi, i suoi legali e una serie di testimoni convocati in aula nei due processi sulle serate ad Arcore.

Entro Natale a Milano verrà aperta una nuova inchiesta su Silvio Berlusconi, i suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo e una serie di testimoni convocati in aula nei due processi sulle serate ad Arcore. Lo si è appreso in ambienti della Procura.

La nuova indagine dovrebbe essere suddivisa in tre filoni e le iscrizioni saranno un "atto dovuto" dopo il deposito delle motivazioni, con contestuale trasmissione degli atti, dei due collegi che hanno giudicato l'ex presidente del Consiglio dei ministri ed Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.

L'inchiesta - già battezzata Ruby ter - sarà suddivisa in tre capitoli: in uno verrà ipotizzato il reato di falsa testimonianza, in un altro quello o di corruzione in atti giudiziari o subornazione di testimoni/intralcio alla giustizia e, infine, nell'ultimo, bisognerà valutare la posizione dei legali di Berlusconi e quale ipotesi contestare in relazione alle indagini difensive che svolsero due anni fa.

Per loro, per l'ex premier, per "Ruby rubacuori" (la giovane marocchina Karima El Marough) e per altre persone, tra cui il padre della stessa marocchina, il collegio presieduto da Annamaria Gatto lo scorso 19 luglio, quando uscì con la sentenza di condanna per Fede, Mora e Minetti, dispose la trasmissione degli atti ai pm per la valutazione degli "indizi di reità ravvisati" in riferimento a 33 persone "con particolare riguardo a quanto accaduto il 6-7 ottobre 2010" (giorno del misterioso e ormai noto interrogatorio della stessa Ruby davanti a "Lele", l'"avvocato" e a "un emissario di Lui") e al "15 gennaio 2011": era il giorno dopo la raffica di perquisizioni alle ragazze e alcune di loro, poi retribuite stabilmente con 2500 euro mensili, vennero convocate ad Arcore per le indagini difensive.

Il sospetto, anche se solo le motivazioni daranno un quadro più preciso, è che l'allora capo del Governo, in concorso con gli avvocati, abbia "addomesticato" la testimonianza della giovane marocchina Rubacuori ("fingiti pazza e ti coprirò d'oro", aveva detto Ruby al telefono riportando le parole del Cavaliere) e di alcune delle altre ragazze.

Anche il collegio della quarta sezione penale, lo scorso 24 giugno, con la condanna dell'ex premier per concussione per costrizione e prostituzione minorile aveva disposto la trasmissione degli atti ai pm per valutare la posizione dei 32 presunti falsi testi - alcuni dei quali sono in comune con quelli indicati dall'altro collegio -, tra cui il viceministro Bruno Archi, una ventina di "olgettine", la funzionaria della questura Giorgia Iafrate, i parlamentari Valentino Valentini e Maria Rosaria Rossi, l'eurodeputata Licia Ronzulli e il giornalista Carlo Rossella.

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