

I Guardiani della rivoluzione iraniani, i pasdaran, hanno rivendicato un attacco missilistico e con droni contro la base militare statunitense di Al-Azraq, in Giordania, sostenendo di aver colpito i ricoveri dei caccia e un'ampia area di parcheggio degli aerei militari.
In una nota diffusa dai pasdaran e rilanciata da Al Jazeera, l'Iran afferma che l'operazione ha «completamente distrutto almeno due caccia statunitensi» e provocato «danni significativi» a diversi altri velivoli.
Nello stesso comunicato, i pasdaran hanno inoltre esortato l'esercito giordano a prendere di mira le forze statunitensi presenti nel Paese, definendole «forze militari invasori e infedeli» e quindi «obiettivi legittimi». Il testo invita i militari giordani a «eliminarle con ogni mezzo necessario» e a «ripulire la sacra terra di Giordania da questi assassini di musulmani innocenti».
Un incendio è divampato in uno dei componenti di un impianto di produzione di energia e desalinizzazione dell'acqua in Kuwait dopo l'ultima ondata di attacchi iraniani. Lo riferisce Al Jazeera, citando un comunicato del ministero kuwaitiano dell'elettricità, dell'acqua e delle energie rinnovabili.
Secondo il ministero, l'incendio ha reso necessaria l'adozione di «misure operative precauzionali», tra cui la disconnessione di alcune unità di generazione per garantire la sicurezza dell'impianto, del personale e la stabilità della rete elettrica nazionale.
Le autorità hanno precisato che sono stati immediatamente attivati tutti i piani operativi e di emergenza, assicurando la continuità e la stabilità delle reti elettrica e idrica e limitando al minimo eventuali ripercussioni sull'erogazione dei servizi. Il ministero ha aggiunto che il monitoraggio tecnico e operativo prosegue senza interruzioni.
Problemi anche in Iran: il direttore generale dell'Organizzazione per l'acqua e le acque reflue della provincia di Hormozgan, Abdolhamid Hamzehpour, ha affermato che l'attacco statunitense contro le pompe dell'impianto di desalinizzazione nel villaggio costiero di Bunji ha interrotto completamente la fornitura di acqua potabile a 20 villaggi, per una popolazione complessiva di circa 10'000 persone.
L'esercito iraniano ha dichiarato in un comunicato di aver sferrato questa mattina un attacco con droni contro le basi Usa in Bahrein e Kuwait. In Bahrein «sono stati presi di mira l'area di stazionamento e il deposito dei jet statunitensi, il deposito di carburante dell'esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, nonché alcuni ponti». Secondo l'agenzia Tasnim due petroliere hanno preso fuoco in seguito a esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Ma il Centcom smentisce su X: «La notizia è falsa».
Pasdaran: «Lo Stretto è completamente chiuso». Nella provincia di Hormozgan, secondo fonti iraniane, gli attacchi aerei Usa hanno causato tre morti e otto feriti.
«Le forze statunitensi hanno concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran». Lo annuncia il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul proprio profilo del social X. Il Centcom rende noto di aver «colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali». Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse.
Oltre 50 mila militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente, conclude il Centcom, «e rimangono vigili, letali e pronti all'azione».
L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim riferisce che due petroliere hanno preso fuoco in seguito ad esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da Tasnim, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbe affermato che lo stretto è «estremamente pericoloso e completamente chiuso» a causa delle aggressioni statunitensi. Lo riporta Al Jazeera.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno in seguito annunciato che due petroliere sono «esplose e hanno preso fuoco» mentre attraversavano un campo minato a sud dello Stretto di Hormuz.
«Due petroliere, che tentavano di attraversare il campo minato a sud dello Stretto di Hormuz eludendo l'intelligence statunitense, sono esplose e hanno preso fuoco», hanno dichiarato le Guardie - come riferito su Telegram dall'agenzia ufficiale Irna - senza specificare la nazionalità delle imbarcazioni né se vi fossero vittime.
Gli USA hanno in seguito smentito la notizia, parlando di fake news. Lo ha scritto su X il Centcom, l'account ufficiale del Comando Centrale degli Stati Uniti.

