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Nuova Zelanda, 'ergastolo in isolamento' al killer
Nuova Zelanda, 'ergastolo in isolamento' al killer
Nuova Zelanda, 'ergastolo in isolamento' al killer
Redazione
7 anni fa
Il 28enne australiano potrebbe passare il resto della vita in isolamento dietro le sbarre

Ergastolo in isolamento. È il possibile destino che si profila per il killer di Christchurch, il 28enne australiano Brenton Tarrant, che ha fatto strage in due moschee in Nuova Zelanda lo scorso 15 marzo.

L'azione folle di un suprematista bianco che lascia una ferita profonda nel Paese dove si levano numerose le voci di solidarietà con la comunità islamica, mentre a Istanbul si tiene una riunione straordinaria dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) che punta proprio ad una mobilitazione contro l'islamofobia.

È in quella sede che il ministro degli Esteri e vicepremier neozelandese Winston Peters ha scandito risoluto: "Le famiglie dei caduti avranno giustizia", lanciando un appello alla solidarietà internazionale per sradicare le "ideologie d'odio".

E ha sottolineato che il killer di Christchurch potrebbe passare il resto della vita in isolamento in carcere. Da Istanbul, l'Oic ha quindi invitato "le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali e regionali a definire il 15 marzo, il giorno in cui questo orrendo atto di terrorismo" contro le moschee in Nuova Zelanda "è stato perpetrato, come Giornata internazionale della solidarietà contro l'islamofobia".

L'appello è contenuto nel comunicato finale del vertice straordinario, insieme con la richiesta che il segretario generale dell'Onu "convochi una sessione speciale dell'Assemblea generale dell'Onu per dichiarare l'islamofobia una forma di razzismo e nominare un inviato speciale incaricato di monitorare e combattere l'islamofobia", oltre a introdurre misure per contrastare il fenomeno sulle "piattaforme dei social media".

Da parte sua, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha di fatto ospitato la riunione dell'Oic, ha voluto rimarcare il suo messaggio: "Come ha combattuto l'antisemitismo dopo la catastrofe dell'Olocausto, l'umanità deve combattere con la stessa determinazione anche l'odio contro l'Islam, che è in aumento".

Intanto la Nuova Zelanda si è raccolta in preghiera e in solidarietà a una settimana dalla strage di Christchurch: è stata trasmessa in diretta televisiva la preghiera del venerdì dalla moschea Al Noor, dove hanno perso la vita 42 fedeli, seguita da due minuti di silenzio. Nelle diverse cerimonie di commemorazione poi, molte donne hanno scelto di coprirsi il capo con il velo islamico, proprio in segno di rispetto e vicinanza alla comunità islamica. A guidare questa scelta la premier Jacinda Ardern: "La Nuova Zelanda piange con voi. Siamo una cosa sola", ha detto Ardern, che con il velo in testa si è unita ad alcune migliaia di musulmani, scalzi e inginocchiati sull'erba per la preghiera del venerdì.

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