
Uno scienziato neozelandese che viveva in Sudafrica, incriminato per aver aiutato la madre malata terminale a suicidarsi, ha ricevuto dal giudice una mite condanna a cinque mesi di detenzione domiciliare, grazie anche all'appello alla clemenza dell'arcivescovo sudafricano Premio Nobel per la pace, Desmond Tutu. Il microbiologo Sean Davidson, 56 anni, ha scritto un libro in cui descrive come la madre 85/enne Patricia, che viveva in Nuova Zelanda, fosse in preda a dolori insostenibili nel 2006, nei suoi ultimi giorni di vita. Nel libro Davidson racconta come su richiesta della madre le abbia somministrato pillole di morfina ridotte in polvere in un bicchiere d'acqua. L'ammissione ha portato all'incriminazione dell'uomo lo scorso anno, e oggi egli si è dichiarato colpevole di assistenza al suicidio. Lo scienziato, che per 20 anni ha insegnato all'Università di Città del Capo, si era dedicato all'identificazione di militanti anti-apartheid assassinati e sepolti in fosse comuni. ATS
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