Cerca e trova immobili
Estero
Nuova influenza: forse nata in laboratorio, Oms indaga
Redazione
17 anni fa

Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe non essere il risultato di un processo naturale, come è accaduto per i virus pandemici del '900, ma potrebbe anche essere nato in laboratorio per un errore. L'ipotesi, che in un primo momento potrebbe suggerire scenari da fantascienza, viene da uno studioso stimato e apprezzato a livello internazionale: l'australiano Adrian Gibbs, uno dei "padri" del farmaco antivitale Oseltamivir. Per questo l'articolo che sta per pubblicare e che ha inviato in anteprima all'Organizzazione Mondiale della sanità (Oms) e al Centro statunitense per il controllo delle malattie (Cdc) ha già mobilitato i virologi di tutto il mondo. "Preavvertita dell'uscita dell'articolo di Adrian Gibbs, l'Oms ci ha radunato", ha detto all'Ansa la virologa Ilaria Capua, direttrice del Centro di riferimento dell'Organizzazione mondiale per l'agricoltura e l'alimentazione (Fao) e dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (Oie) per l'aviaria presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie e fra gli esperti internazionali interpellati in questi giorni dall'Oms. Secondo Gibbs, le caratteristiche genetiche del virus A/H1N1 sarebbero tali da far supporre che sia stato coltivato nelle uova. Queste ultime sono largamente utilizzate nei laboratori sia per coltivare i virus sia per coltivare i vaccini. Il virus, sempre secondo Gibbs, si sarebbe evoluto con un ritmo tre volte più veloce rispetto a quello di altri virus dell' influenza suina utilizzati come controllo. Ma proprio qui, per Ilaria Capua così come per altri esperti interpellati dall'Oms, c'è un primo problema: "l'ultimo virus dell'influenza suina il cui genoma è stato inserito nelle banche dati risale a 1998, c'è perciò un buco di dieci anni nelle informazioni. In pratica - ha aggiunto - si fa un paragone con qualcosa che non è adeguato per avere un confronto statisticamente attendibile". Nel dossier che hanno presentato gli esperti di virologia umana e animale interpellati dall'Oms si esclude, intanto, l'ipotesi del bioterrorismo: "partendo da punti di osservazione diversi, giungiamo alla conclusione che manipolazione non vuol dire bioterrorismo". Resta in piedi l'ipotesi dell'errore in laboratorio. D'altro canto già nel 1977 un virus influenzale è verosimilmente uscito da un laboratorio che non aveva adeguati livelli di sicurezza. Che sia potuto accadere qualcosa di analogo per la nuova influenza A/H1N1 è comunque tutto da dimostrare. "Per ora è un'ipotesi non sostenuta da dati sufficienti", ha detto la Capua. "Ci troviamo una volta ancora a constatare che per comprendere l'origine dei patogeni nell'uomo bisogna avere banche dati sui patogeni animali", ha rilevato. Due anni fa la Capua lanciò un appello dalle maggiori riviste scientifiche internazionali perché tutte le sequenze genetiche dei virus influenzali animali e umani venissero inserite in una banca dati pubblicamente accessibile ai ricercatori di tutto il mondo. Così nell'agosto scorso è nata la banca Gisaid (The Global Initiative on Sharing All Influenza Data). E oggi, nuovamente, la Capua e i suoi colleghi rilanciano l'appello a condividere i dati, inserendo nella banca Gisaid nuove sequenze di virus influenzali suini: è l'unica via per saperne di più sull'origine del virus della nuova infuenza. "Noi abbiamo già cominciato a farlo - ha detto - e in questi giorni stiamo sequenziando virus suini che non avevamo ancora analizzato". ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata