
Il trasferimento di suini da 70 allevamenti nella zona di Masr el Qadima, a sud del Cairo, e la disinfezione e demolizione degli impianti da parte dei servizi veterinari egiziani sono stati annunciati oggi dal governatore del Cairo, Abdel Aziz Wazir, dopo la discussa decisione del consiglio dei ministri di abbattere i 300'000 esemplari attualmente allevati nel paese. I primi allevamenti che dovrebbero essere sgomberati, con la bonifica delle aree, a quanto si apprende, sono quelli di Mansheyat Nasser, ai piedi della collina del Moqattam, dove da anni cooperative di copti egiziani che operano nel campo della raccolta dei rifiuti gestiscono anche allevamenti di maiali, in condizioni di igiene assai precaria. Nell'altro grande quartiere della capitale, che comprende l'area delle Piramidi, quello di Giza, il governatore Sayed Abdel Aziz ha concordato con il ministero dello sviluppo locale di utilizzare per lo sgozzamento dei capi - la carne potrà essere poi congelata e commercializzata, se esente da infezioni - il mattatoio di Al Amerya, alla periferia di Alessandria d'Egitto. Il ministro dell'agricoltura, Amin Abaza, ha inoltre annunciato che i proprietari dei suini riceveranno risarcimenti per ogni capo eliminato, mentre medici specializzati sono stati distaccati presso porti ed aeroporti per controllare i viaggiatori in arrivo in Egitto. Al Cairo, infine è arrivato dal Messico, in un contenitore sigillato, un campione del virus della nuova influenza per farne conoscere le caratteristiche ai ricercatori ed alle strutture sanitarie locali. ATS
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