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Estero
Nucleare: tre OK a accordo AIEA, Teheran temporeggia
Redazione
17 anni fa

Stati Uniti, Russia e Francia hanno detto sì entro la data limite di oggi. L'Iran invece ha deciso di prendere tempo per dare una risposta alla bozza d'accordo che propone l'arricchimento all'estero dell'uranio iraniano per scopi civili. Un temporeggiare che Washington ha accettato "sperando in una risposta positiva". La proposta era stata presentata mercoledì alla riunione dell'Aiea a Vienna volta a gettare le basi per una soluzione dell'annoso contenzioso sul nucleare iraniano. Washington, Mosca e Parigi hanno fatto sapere oggi di essere d'accordo che siano Russia e Francia ad arricchire l'uranio. Teheran, con tecnica consolidata e in realtà senza sorprendere nessuno, è prima parso respingerla dicendosi disposto invece ad acquistare all'estero l'uranio già arricchito, poi ha detto al capo dell'Aiea che sta valutando "favorevolmente" la proposta e che si riserva di dare una risposta a metà della prossima settimana. Il gioco al gatto e al topo con la comunità internazionale, che l'Iran sta conducendo da almeno cinque anni, entra di fatto in un nuovo round. Ribaltando le carte in tavola, Teheran ha detto che tocca ora alle grandi potenze dare una risposta "positiva" alla sua nuova proposta. "Adesso aspettiamo una risposta positiva e costruttiva dall'altra parte alla proposta dell'Iran sull'acquisto all'estero di combustibile nucleare per il reattore di Teheran - ha detto alla tv di stato un negoziatore iraniano che aveva preso parte alla riunione di Vienna - L'altra parte dovrebbe evitare gli errori del passato nel violare gli accordi... e riconquistare la fiducia dell'Iran". Nel frattempo, Usa, Russia e Francia, dalla Casa Bianca e i ministeri degli esteri, avevano annunciato il loro ok alla bozza di accordo che prevede l'arricchimento all'estero. Il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner aveva però precisato che i segnali da Teheran "non sono molto positivi". L'occidente sospetta che l'Iran, sotto il mantello dello sfruttamento del nucleare a fini civili (lecito) stia lavorando alla bomba (per la quale serve uranio altamente arricchito). Teheran nega e dice - lo ha fatto prima durante e dopo la riunione a Vienna - che non intende rinunciare al suo diritto a sviluppare tecnologia nucleare e neanche ad arricchire uranio sia pure a basso livello (fino al 5%). La bozza di accordo sottoposta dal direttore generale dell' Aiea Mohammed ElBaradei ai quattro paesi che hanno preso parte ai colloqui - Iran, Usa, Russia, Francia - fissa le modalità per l'arricchimento di uranio iraniano all'estero. Per ElBaradei la bozza è equilibrata e, se accettata, rappresenterebbe una sostanziale misura di fiducia e potrebbe significare la fine della disputa con l'Iran sul nucleare e una normalizzazione dei rapporti con la comunità internazionale. Secondo quanto filtrato, la bozza, ufficialmente non divulgata, definisce gli aspetti tecnici dell'accordo di principio, mai riconosciuto formalmente da Teheran, raggiunto l'1 ottobre ai negoziati di Ginevra fra Iran e i 5+1 (i cinque big del Consiglio di sicurezza più la Germania). L'Iran si dovrebbe impegnare a consegnare gran parte delle sue riserve di uranio - circa il 75%, ovvero 1.200 kg dei 1.500 complessivi - a paesi terzi (Russia e Francia). L'uranio, attualmente arricchito al 5%, verrebbe arricchito fino a circa il 20% e restituito all'Iran per usarlo a fini esclusivamente civili, nel suo reattore medico a Teheran per la produzione di isotopi radioattivi per la diagnosi e la terapia del cancro, sottoposto a controlli dell'Aiea. L'accordo servirebbe a verificare le reali intenzioni di Teheran di voler arricchire uranio solo per scopi civili. Secondo osservatori più scettici, la maggiore disponibilità, ma senza impegni vincolanti, mostrata da Teheran tanto a Ginevra che a Vienna sarebbe solo un nuovo espediente per prendere tempo ed evitare nuove sanzioni dell'Onu, continuando nel frattempo ad arricchire in segreto uranio. La disputa sul nucleare è scoppiata circa cinque anni fa quando è venuto alla luce che Teheran, in violazion

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