
E' cominciato stamattina alle 10:00, alle porte di Ginevra, il faccia a faccia tra le potenze occidentali e l'Iran che si propone l'obiettivo di fare ripartire i negoziati sul nucleare iraniano, da 14 mesi ad un punto morto. Il vertice ha luogo in un momento di alta tensione dopo la scoperta, solo alcuni giorni fa, di un nuovo impianto per l'arricchimento dell'uranio a Qom, che ha aumentato le inquietudini della comunità internazionale sulla possibilità che Teheran possa dotarsi in tempi stretti di una bomba atomica. I negoziati sono condotti dall'alto rappresentante della politica estera della Ue Javier Solana, insieme con i direttori politici del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna più la Germania). La delegazione iraniana è guidata dal capo negoziatore Said Jalili. Il 5+1 vuole ottenere dall'Iran garanzie precise sul fatto che i programmi nucleari su cui sta lavorando hanno scopi solo civili: Teheran si è finora rifiutata di rispondere alle domande della comunità internazionale e di aprire le porte agli ispettori dell'Agenzia per l'energia atomica (Aiea), nonostante tre risoluzioni Onu abbiamo imposto sanzioni. Le richieste di Ginevra riguardano anche il secondo sito scoperto a Qom: le autorità iraniane hanno detto di essere disponibili a fare entrare l'Aiea, ma non hanno fissato alcuna data per le ispezioni. La comunità internazionale partecipa all'incontro con le migliori intenzioni. Fonti ufficiali dell'amministrazione Obama hanno affermato che gli Stati Uniti non minacceranno l'Iran con sanzioni, ma si stanno preparando a farlo se sarà necessario. ATS
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