Cerca e trova immobili
Estero
Nucleare: Iran; svolta a Ginevra, riparte negoziato
Redazione
17 anni fa

Un faccia a faccia tra Stato Uniti e Iran, al più alto livello da trent'anni, e la disponibilità di Teheran di aprire le porte del nuovo impianto nucleare di Qom agli ispettori dell'Agenzia per l'energia atomica e a fare arricchire parte del proprio uranio all'estero da paesi terzi interessati, in particolare dalla Russia, sono gli elementi che hanno decretato il successo dei colloqui di oggi a Ginevra tra le potenze occidentali e le autorità iraniane. "Oggi è solo l'inizio di un processo intenso, abbiamo concordato di intensificare il dialogo", ha detto l'alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue Javier Solana, che ha condotto i colloqui a nome del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia più Germania) avendo al suo fianco, per la prima volta, un rappresentante ufficiale degli Usa, il sottosegretario agli affari politici William Burns. Una presenza che - ha rilevato Solana - "ha valorizzato il significato" dell'incontro di Ginevra, contribuendo a fare trovare con gli iraniani un percorso condiviso per riprendere il negoziato sul nucleare: un nuovo appuntamento è già previsto entro la fine di ottobre, probabilmente ad un rango più elevato, come chiesto oggi a New York dal ministro degli esteri iraniano Manuchehr Mottaki. Le diplomazie occidentali sono caute nel parlare di una svolta nel negoziato, ma dopo 15 mesi di punto morto il dialogo sul programma nucleare iraniano riparte su basi più vicine alle richieste dell'Onu e della nuova amministrazione americana di Barack Obama che ha teso la mano a Teheran, ma ha saputo anche alzare la voce al momento opportuno, dopo la scoperta del nuovo impianto nucleare nascosto dagli iraniani. Dopo le tensioni della vigilia, le premesse per un esito positivo della tornata di colloqui ginevrini hanno cominciato a intravedersi fin dalla mattinata. Complici una giornata di sole rara per l'autunno svizzero e la splendida vista sul lago di Lemano della villa Le Saugy, a pochi chilometri da Ginevra, i colloqui si sono svolti da subito "in un'atmosfera cordiale e professionale", come ha riferito la portavoce di Solana, Cristina Gallach. Quindi la decisione di prolungare la discussione anche nel pomeriggio, dopo il pranzo, e la svolta arrivata con il bilaterale tra Burns e il capo negoziatore degli iraniani, Said Jalili. "Una conversazione significativà", hanno commentato fonti occidentali. Nonostante gli annunci ripetuti da parte iraniana che escludevano di trattare la questione del nucleare a Ginevra, i colloqui di oggi sono stati "focalizzati soprattutto sul nucleare". Ovviamente, Jalili ha riaffermato che Teheran "non rinuncerà in nessuna circostanza ai suoi legittimi diritti", chiarendo che "nessuno stato dovrebbe avere armi nucleari", mentre ogni Paese - Iran incluso - "dovrebbe avere accesso all'energia nucleare pacifica". Il gruppo 5+1 è stato "unito - nelle parole di Solana - a sottolineare l'importanza di una piena trasparenza e del ripristino della fiducia attraverso passi pratici". L'alto diplomatico ha indicato tre aree sulle quali sono attesi progressi nelle prossime settimane. La prima: la preparazione di un secondo meeting entro la fine di ottobre, che sarà focalizzato sulle questioni nucleari, "incluse le proposte precedentemente fatte da entrambe le parti". La seconda: la disponibilità dell'Iran "a cooperare pienamente ed immediatamente con l'Aiea" sul nuovo impianto nucleare di Qom, le cui porte saranno aperte agli esperti dell'Agenzia "tra due settimane" (intanto questo weekend il capo dell'Aiea, Mohamed ElBaradei, andrà a Teheran su invito delle autorità iraniane). La terza: l'arricchimento dell'uranio iraniano all'estero. "Abbiamo concordato in principio che uranio a basso arricchimento prodotto in Iran potrebbe essere trasportato in paesi terzi per un ulteriore arricchimento e la trasformazione in combustibile per il reattore di ricerca di Teheran, che produce isotopi per applicazioni mediche", ha riferito Solana. I dettagli di questo progetto saranno discussi a Vienna il 18 ott

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata