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Estero
Nucleare: Iran; Obama, mondo mai così unito
Redazione
17 anni fa

Il presidente americano Barack Obama ha detto venerdì sera a Pittsburgh, nella sua conferenza stampa di chiusura del G20, che il mondo "non è mai stato così unito" nel chiedere all'Iran il rispetto delle sue responsabilità internazionali. Dal canto suo il presidente iraniano Mahamud Ahmadinejad in un'intervista alla CNN ha definito "senza fondamento" le accuse all'Iran di perseguire segretamente lo sviluppo di un programma nucleare al di fuori delle regole internazionali. Obama ha detto che gli appelli della Cina e della Russia all'Iran a "dire tutta la verità" sul suo programma nucleare e gli appelli di Mosca e Pechino ad una inchiesta sulla questione del secondo impianto nucleare clandestino "mostrano un nuovo livello di solidarietà" nei paesi del 5+1 che il primo ottobre incontreranno a Ginevra i rappresentanti iraniani. "La comunità internazionale ha parlato. L'Iran ha ricevuto l'ammonimento: deve adesso decidere come rispondere", ha detto Obama. Secondo il presidente Usa, l'Iran è ormai giunto ad un bivio: deve scegliere cioé se rispettare le leggi internazionali e rinunciare a un programma che l'Occidente sospetta avere come fine ultimo la produzione di armi nucleari oppure continuare a sfidare il mondo pagando le conseguenze di questo atteggiamento. Rispondendo ad una domanda sulla esistenza o meno di una opzione militare Usa nei confronti di Teheran, Obama ha affermato che tutte le opzioni sono sul tavolo, nessuna esclusa. In realtà il capo della Casa Bianca ha risposto con la classica frase usata sempre negli ultimi anni dai presidenti americani: "Non escludiamo nessuna opzione quando è in gioco la nostra sicurezza nazionale ma preferiamo una soluzione diplomatica". Il ministro della difesa Robert Gates, in una intervista alla CNN, ha sottolineato che una opzione militare "si limiterebbe a far guadagnare del tempo" agli Usa e ai suoi alleati nei confronti della minaccia iraniana ("tra uno e tre anni" ha precisato) ritardando lo sviluppo del suo programma nucleare ed ha detto che la strada diplomatica è da preferire. Obama ha detto che la strada dei negoziati potrebbe portare a nuove sanzioni se le risposte degli iraniani saranno insoddisfacenti. Ma se vi saranno sanzioni in futuro - ha aggiunto il presidente Usa - dovranno essere efficaci e lasciare il segno. Per la prima volta Cina e Russia hanno mostrato disponibilità a discutere nuove sanzioni. Il presidente russo Dmitri Medvedev, informato mercoledì a New York nel suo incontro con Obama della esistenza del secondo sito clandestino iraniano, ha ammesso venerdì a Pittsburgh di essere rimasto sorpreso dalla rivelazione. Il leader del Cremino ha inviato l'Iran a dare "la massima cooperazione con l'AIEA" e dimostrare "prima possibile", se può farlo, che il suo programma nucleare ha fini pacifici. Obama ha spiegato nella conferenza stampa altermine del G20 perché gli Stati Uniti, pur essendo a conoscenza da anni della esistenza dell'impianto segreto iraniano, hanno aspettato fino ad adesso a rendere pubblica la sua esistenza: "Volevamo essere assolutamente sicuri che le informazioni dell'intelligence fossero esatte". In passato, ha detto Obama senza menzionare George W. Bush e la guerra in in Iraq, abbiamo avuto cattive esperienze in materia. "Non volevamo ripetere l'errore", ha affermato. Dal canro suo, il presidente iraniano Mahamud Ahmadinejad ha definito "senza fondamento" quanto sostenuto nei confronti dell'Iran dal presidente Barack Obama. Intervistato in serata dal giornalista della CNN Larry King, Ahmadinejad - riferendosi a quanto affermato da Obama a Pittsburgh sul nucleare iraniano - ha dichiarato: "Non ci aspettavamo che Obama a meno di 48 ore violasse di fatto l'impegno assunto nel suo discorso alle Nazioni Unite". "Più semplicemente, non ci aspettavamo che dicesse cose...prive di fondamento". Secondo Ahmadinejad, invece, l'Iran è in regola con quanto previsto dalle norme dettate dall'agenzia atomica AIEA, tant'è vero che è stato lo stesso Iran ad informare l'AIEA dell'esistenza di una seconda ce

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