
Si svolgerà il 25 ottobre una visita degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) al nuovo sito iraniano per l'arricchimento dell'uranio, vicino alla città di Qom. Lo ha annunciato oggi da Teheran Mohammed el-Baradei, direttore generale dell'agenzia delle Nazioni Unite. Sei giorni prima, il 19 ottobre, rappresentanti di Iran, Usa, Russia e Francia si riuniranno a Vienna per discutere i dettagli di un accordo che consenta a Teheran di arricchire in un paese terzo l'uranio necessario per alimentare un suo reattore di ricerca a fini medici, ha indicato el-Baradei. L'Aiea rimane "preoccupata" per un possibile fine militare del programma atomico iraniano e "continua le indagini", anche se finora "non ci sono prove solide" in questo senso, ha proseguito el-Baradei. Questi ha indicato che il braccio di ferro con l'Iran sul suo programma nucleare è arrivato ad "un momento cruciale" e ha espresso "la speranza che Teheran aiuti a rimuovere le questioni che rimangono" sul tappeto. El-Baradei, che parlava in una conferenza stampa a Teheran dopo colloqui con i responsabili iraniani, ha sottolineato che l'impegno dei paesi del 5+1 di arricchire fino alla soglia del 20% uranio iraniano da restituire poi alla Repubblica islamica perché lo usi in un reattore di ricerca, è "un segnale di cooperazione" al quale l'Iran deve rispondere adeguatamente. "Tutte le parti devono cominciare a costruire un'atmosfera di fiducia", ha aggiunto el-Baradei. Il direttore dell'Aiea ha poi affermato che l'Iran avrebbe dovuto informare la stessa agenzia della costruzione del nuovo sito "il giorno che ha deciso di costruirlo", e non molto tempo dopo, come invece è avvenuto. Da parte sua il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, ha detto che Teheran "ha fermato l'arricchimento del suo uranio al 3,1%". Il livello necessario per alimentare centrali elettronucleari è tra il 3,5 e il 5%, mentre per costruire ordigni atomici è necessario aumentare l'arricchimento oltre la soglia del 90%. ATS
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