
Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha annunciato oggi un'accelerazione nel programma nucleare del Paese, pur assicurando che Teheran "accoglierà favorevolmente" un avvio di dialogo con gli Usa se esso avverrà "nel rispetto reciproco e nella giustizia". Ma Ahmadinejad ha anche espresso dubbi sulla reale intenzione di cambiamento da parte del presidente americano Barack Obama, avvertendo che se Washington cercherà "di continuare la politica dell'ex presidente Bush solo con un linguaggio diverso", dovrà "subirne la stessa sorte". Gli Stati Uniti hanno reagito cautamente alle parole di Ahmadinejad. Il portavoce del Dipartimento di Stato Robert Wood, che ha detto fra l'altro di accogliere con "scetticismo" l'annuncio dei progressi iraniani, ha sottolineato che Washington ha affermato "chiaramente e pubblicamente" di volere impegnare Teheran in un dialogo e quindi aspetta che "l'Iran contraccambi". Le affermazioni di Ahmadinejad, fatte in una cerimonia pubblica a Isfahan nella 'Giornata dell'energia atomica', fanno seguito all'apertura fatta ieri dall'amministrazione Usa, che ha deciso di partecipare direttamente a colloqui con Teheran sul suo programma nucleare in qualità di membro del gruppo 5+1, cioè i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania. Una svolta rispetto all'amministrazione del presidente George W. Bush, che poneva come pre-condizione la sospensione dell'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran. Ma Obama, come Bush, continua ad accusare Teheran di volere dotarsi di armi nucleari, mentre anche oggi Ahmadinejad ha ribadito che il programma atomico della Repubblica islamica ha scopi esclusivamente civili. Un importante consigliere di Ahmadinejad, Ali Akbar Javanfekr, ha detto tuttavia all'agenzia Afp che la proposta di trattative del 5+1, con la diretta partecipazione degli Stati Uniti, è "costruttiva", aggiungendo che "la Repubblica islamica la esaminerà e darà una risposta". Da parte loro, la Russia e la Cina, che si sono sempre opposte all'adozione di sanzioni dure contro l'Iran, hanno commentato positivamente l'apertura di Washington, facendo appello a Teheran perché colga le opportunità che essa offre. I due principali sviluppi annunciati dal presidente iraniano nel settore della tecnologia nucleare riguardano proprio il punto più controverso: l'arricchimento dell'uranio, che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto invano a Teheran di sospendere, con più risoluzioni. Si tratta dell'apertura di un impianto per la produzione di combustibile per fare funzionare i reattori, ottenuto a partire dall'arricchimento dell'uranio, e la sperimentazione di centrifughe supersoniche di nuova generazione capaci di ottenere uranio arricchito in misura superiore a quanto realizzato finora con le vecchie centrifughe. Ahmadinejad ha aggiunto che il suo Paese ha già a disposizione 7'000 centrifughe della vecchia generazione, rispetto alle 6'000 di cui aveva ammesso l'esistenza nel febbraio scorso. Ma l'obiettivo è di arrivare a 50'000 nel giro di pochi anni. ATS
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