
Il numero dei Paesi che possiedono armi nucleari potrebbe presto raddoppiare se le potenze mondiali non procedono speditamente con le operazioni di disarmo. A lanciare l'allarme è Mohamed ElBaradei, premio Nobel per la pace e capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), in un'intervista rilasciata al quotidiano britannico "The Guardian". "Viviamo in un mondo dove le armi nucleari - ha spiegato ElBaradei - aumentano il potere degli stati e forniscono un'assicurazione contro qualsiasi attacco". La diffusione delle armi atomiche - dice il capo dell'Aiea - potrebbe aumentare poiché i paesi che producono uranio arricchito e plutonio hanno le conoscenze necessarie per crearle in poco tempo. In pratica ci troveremmo di fronte a nazioni "virtualmente" nucleari. "Questa - ha aggiunto - è la situazione a cui ora stiamo assistendo ed è per questo motivo che l'Iran crea preoccupazione. Ma il fenomeno va ben oltre l'Iran. Molto presto potremmo avere nove Stati con il nucleare e probabilmente altri 10 o 20 virtualmente nucleari". A questa preoccupazione si aggiunge anche quella legata ai traffici illeciti di materiale atomico tra i gruppi terroristici. Per ElBaradei l'unico modo per uscire da questa situazione è far rispettare i piani di disarmo e il trattato di non-proliferazione. "Ci sono molte cose da fare, tra cui ridurre 27'000 testate nucleari: il 95% si trova in Russia e negli Usa". ATS
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