
La Corea del Nord è pronta a tornare al tavolo delle trattative per il disarmo nucleare ma allo stesso tempo insiste per colloqui a due con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il leader supremo nordcoreano Kim Jong-il ricevendo oggi a Pyongyang il premier cinese Wen Jiabao. "Abbiamo espresso la nostra disponibilità a partecipare a colloqui multilaterali, che dipendono dai risultati dei colloqui tra Repubblica Democratica di Corea (il nome ufficiale della Corea del Nord) e Usa", ha detto Kim Jong-il. "I colloqui multilaterali - ha precisato - comprendono i colloqui a sei". Kim ha aggiunto che il suo obiettivo rimane "la denuclearizzazione della penisola coreana" . La Cina, alleata e principale fornitrice di aiuti alla Corea del Nord, ha inventato e sostenuto la formula dei colloqui a sei, ai quali prendono parte, oltre alla stessa Cina, le due Coree, gli Usa, il Giappone e la Russia. In una prima reazione il portavoce del Dipartimento di Stato americano Ian Kelly ha affermato la volontà degli Usa di discutere con la Corea del Nord "in maniera bilaterale nel quadro dei colloqui a sei". Gli incontri a sei hanno prodotto nel 2007 un accordo in base al quale Pyongyang avrebbe gradualmente smantellato i propri impiati nucleari in cambio di massicci aiuti economici. L'accordo è andato in crisi quando si è trattato di definire i dettagli e la Corea del Nord ha abbandonato i colloqui definendoli "morti" e rilanciando con un test nucleare il proprio programma per la costruzione di armamenti atomici. Il governo della Corea del Sud ha affermato oggi di aver avuto "indicazioni" secondo le quali Pyongyang sta per rimettere in funzione il suo impianto nucleare di Yongbyon, messo fuori uso nel 2007 in seguito all' accordo raggiunto nei colloqui a sei. ATS
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