
Il vicepresidente brasiliano, José Alencar, ha sostenuto che il Brasile deve arrivare ad avere la bomba atomica, poiché ciò costituirebbe "un fattore di dissuasione e di grande importanza per un Paese che ha 15 mila chilometri di frontiere" e, ora, "anche un mare di quattro milioni di chilometri quadrati con grandi riserve di petrolio da difendere". Lo riportano oggi tutti i media brasiliani. Alencar, che attualmente ha le funzioni di capo di stato poiché Luiz Inacio Lula da Silva si trova negli Stati Uniti, ha rilasciato le sue dichiarazioni ieri sera, come rilevano alcuni giornali, proprio lo stesso giorno in cui il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato una risoluzione sul disarmo atomico. Il vicepresidente ha anche sottolineato che un Brasile con la bomba atomica "godrebbe di più rispetto" nel mondo. Ed ha citato il caso del Pakistan che pur se, ha precisato, è un Paese povero, ha incarichi negli organismi internazionali proprio perché possiede armi nucleari. Alencar, inoltre, in risposta ad un giornalista che ha osservato che il Brasile ha sottoscritto il Trattato di non proliferazione nucleare, ha ribattuto: "A mio avviso, tutto ciò non è che un negoziato, il frutto di intese". Da rilevare che, già da tempo, alcuni specialisti sostengono che il Brasile, che è uno dei dieci Paesi al mondo in grado di arricchire l'uranio, minerale del quale per altro ha notevoli riserve, potrebbe arrivare ad avere la bomba atomica nel giro di pochi anni. ATS
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