
L’agenzia del farmaco della Norvegia ha registrato 23 morti, tra persone anziane e fragili, “associate alla vaccinazione anti-Covid” di Pfizer-BioNtech. Lo si legge in una nota dell’agenzia, ripresa dal Guardian, secondo cui “reazioni comuni ai vaccini con mRNA, come febbre e nausea, potrebbero aver contribuito ad un esito fatale in alcuni pazienti fragili e anziani”. La cifra ammonta comunque a circa lo 0,076% delle oltre 30’000 vaccinazioni somministrate finora nel Paese. La nota sottolinea però che i trial sul vaccino non includevano “pazienti con malattie acute o instabili” e pochi over 85. “Potrebbe essere una coincidenza, ma non siamo sicuri” ha affermato Steinar Madsen, Direttore medico dell’Agenzia del farmaco al British Medical Journal, “non c’è certezza di una connessione tra queste morti e il vaccino”.
“Non siamo preoccupati, eventi molto rari”
“C’è la possibilità che queste reazioni avverse comuni, che non sono pericolose in pazienti più giovani e in forma e non sono insolite con i vaccini, possono aggravare la malattia di base negli anziani”, ha spiegato Madsen. “Non siamo allarmati o preoccupati, perché si tratta di eventi molto rari e si sono verificati in pazienti molto fragili con malattie molto gravi”, ha sottolineato. “Ora stiamo chiedendo ai medici di continuare con la vaccinazione, ma di effettuare una valutazione extra per le persone molto malate le cui condizioni di base potrebbero risultare aggravate dalla somministrazione”. Questa valutazione include la discussione dei rischi e dei benefici della vaccinazione con il paziente e le loro famiglie per decidere se la vaccinazione sia o meno la via migliore.
Pfizer: “Stiamo raccogliendo informazioni”
In proposito alla vicenda Pfizer ha affermato in una dichiarazione: “Pfizer e BioNTech sono a conoscenza dei decessi riportati a seguito della somministrazione di BNT162b2. Stiamo lavorando con l’agenzia del farmaco per raccogliere tutte le informazioni rilevanti”. Pfizer, ha aggiunto che “il numero degli incidenti finora non è allarmante ed è in linea con le previsioni”.
21 reazioni allergighe dopo 1,9 milioni di dosi
Le reazioni allergiche ai vaccini - rileva invece Bloomberg - sono state finora rare. Negli Stati Uniti le autorità sanitarie hanno segnalato 21 casi di reazioni allergiche gravi dal 14 al 23 dicembre dopo la somministrazione di circa 1,9 milioni di dosi iniziali del vaccino sviluppato da Pfizer-BioNTech. Ossia un’incidenza di 11,1 casi per milione di dosi, secondo i Centers for Disease Control and Prevention.
Sebbene entrambi i vaccini anti Covid-19 approvati finora in Europa siano stati testati su decine di migliaia di persone, inclusi volontari tra gli 80 e i 90 anni, il partecipante medio alla sperimentazione era sui 50 anni. Mentre le prime persone ad essere immunizzate in molti Paesi sono state proprio quelle più anziane, perché si punta a proteggere la categorie a rischio.
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