
Due mandati di cattura internazionali, chiesti dalla procura di Pavia, sono stati emessi nei confronti del nonno materno del piccolo Eitan, Shmuel Peleg, e dell’uomo di 50 anni, G. A. B., israeliano, che era alla guida della macchina con cui il bambino fu portato a Lugano per essere imbarcato su un aereo privato con destinazione Tel Aviv. Stando al Corriere della sera, il 50enne avrebbe avuto anche legami con un’agenzia dei servizi segreti israeliani e, insieme al nonno, avrebbe “orchestrato un piano strategico per la sottrazione del piccolo dalla casa della zia tutrice”. Il piccolo sopravvissuto alla tragedia del Mottarone è infatti al centro di una contesa tra i due rami familiari.
Sotto accusa l’operato della polizia cantonale
Riguardo al tragitto, sempre secondo il Corriere, sarebbero in particolare tre i momenti che – secondo gli inquirenti – hanno permesso al nonno e al compare israeliano di lasciare la Svizzera con Eitan e portarlo quasi indisturbati in Israele: il primo al valico di frontiera di Chiasso dove, a causa di problema tecnico nel sistema di allerta di Schengen, alle guardie di confine non risultò il divieto di espatrio pronunciato dai giudici italiani. Anche il fermo successivo avvenuto nei pressi dell’aeroporto non portò a nulla con la polizia cantonale che – scrivono gli inquirenti – “ha fatto proseguire l’auto in maniera del tutto inopinata” nonostante un bambino viaggiasse senza passaporto con due persone che non risultavano essere suoi parenti legalmente riconosciuti. Infine, sotto la lente degli inquirenti i mancati controlli allo scalo luganese che hanno permesso al nonno e al complice di “rapire il piccolo Eitan strappandolo agli affetti a lui più cari”.
Il nonno ricorre al Riesame
I legali di Shmuel Peleg, rappresentato sul fronte penale in Italia dall’avvocato Paolo Sevesi, hanno già depositato ricorso al Tribunale del Riesame di Milano contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Pavia.Il ricorso contro il mandato d’arresto internazionale e la richiesta di estradizione, a carico dell’uomo accusato del rapimento del nipote, è stato depositato oggi con riserva di motivazioni, anche perché i legali non hanno ancora avuto accesso agli atti e all’ordinanza. Gli atti che dovrebbero essere messi a disposizione della difesa nei prossimi giorni, quando i giudici fisseranno pure l’udienza per la discussione del ricorso della difesa.
Chiesta la rimozione della zia come tutrice
I legali dei nonni, tra l’altro, sul fronte civile ieri hanno chiesto al Tribunale di Pavia che la zia paterna Aya venga rimossa dall’incarico di tutrice con immediata sospensione e che venga nominato come pro-tutore un avvocato ‘terzo’. E ciò nell’ambito del reclamo contro la nomina che ha originato anche un procedimento davanti al Tribunale per i minorenni di Milano (udienza l’1 dicembre). I legali dei nonni hanno pure chiesto ai giudici civili di Pavia che gli atti su quella nomina della zia vengano inviati alla Procura di Torino per presunti profili di falsità.
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