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Proteste
«Non trovo giusto assoggettarsi a questo regno del terrore»
Redazione
3 ore fa
Negozi aperti, agenti in borghese e qualche timore: a Como, una settimana dopo il caos di Milano, commercianti e passanti non si fanno intimidire

Le vetrine sono al loro posto, i negozi aperti, la gente a passeggio. Ma a Como, oggi, la tranquillità si respira con un pizzico di cautela. Sette giorni dopo le devastazioni di Milano, e con nuove proteste annunciate sui social in molte città del Nord Italia, Ticinonews è sceso fra le vie del centro per sentire negozianti e passanti.

C'è chi non ha nessuna intenzione di farsi intimidire. «I miei titolari hanno deciso di tenere aperto il negozio, con il mio pieno appoggio, perché non trovo giusto assoggettarsi a questo regno del terrore», racconta chi lavora in un negozio del centro. Il piano B, però, è pronto: «Se la situazione diventa complicata spengo le luci, chiudo e mi metto nel retro».

Poco più in là ci si affida alle vetrate «antisommossa» e alla compagnia del bar accanto. «Se succede qualcosa ci chiudiamo dentro e aspettiamo che passi. Confidiamo nelle forze dell'ordine: a quanto si dice ci sono anche agenti in borghese».

Fra i passanti prevale la calma. «Non ho nessuna paura, sono convinta che non succederà niente», dice una passante che ha deciso di godersi comunque la giornata in centro. C'è perfino chi ha scelto Como proprio per stare alla larga dai guai: «Abbiamo deciso di non andare a Milano, sapevo che ci sarebbe stato subbuglio».

Anche chi a Como ci vive è uscito come ogni altro giorno, o quasi. «All'inizio eravamo un po' titubanti, poi abbiamo visto tante forze dell'ordine e ci siamo tranquillizzati». E sulle proteste il giudizio è netto: «Manifestare è giusto se si protesta per qualcosa di giusto. Ma quello che è accaduto a Milano non lo è».

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