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“Non sopportavo le caricature di Maometto”
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
6 anni fa
Il diciottenne che ha ferito due persone con una mannaia ha riconosciuto il suo atto e lo ha legato alla vicenda di Charlie Hebdo

Il pachistano di 18 anni che ieri con una mannaia ha ferito due persone davanti la vecchia sede di Charlie Hebdo ha confessato di averlo fatto perchè “non sopportava le caricature del profeta Maometto” pubblicate di nuovo di recente dal giornale satirico.

Il pachistano Alì H. secondo le fonti dell’inchiesta, ha “riconosciuto” e “rivendicato” il suo atto. Stando a informazioni ottenute dalla tv BFM, l’uomo - del quale è stato prolungato lo stato di fermo - riconosce “una dimensione politica della sua azione”.

Pensava di attaccare Charlie Hebdo

Ali H., inoltre, ha dichiarato agli inquirenti che pensava di agire contro la redazione di Charlie Hebdo, che invece si è trasferita in un luogo segreto e ultraprotetto da ormai 4 anni. Lo rivelano fonti dell’inchiesta a Le Parisien. Il pachistano avrebbe dichiarato anche di aver perlustrato a più ripresa la zona prima di passare all’azione e la presenza di una bottiglia di alcool ieri nella sua borsa sarebbe dovuta al suo iniziale progetto di incendiare l’edificio.

Scambiato per un complice
Svolta invece per un altro uomo, un algerino fermato dopo l’attentato. Non era un complice dell’assalitore, ma un uomo che lo aveva osservato e che ha tentato di fermarlo. Per questo, già ieri sera dopo poche ore di fermo è stato rilasciato. L’uomo, 33 anni - secondo quanto trapela da fonti dell’inchiesta - è stato osservato discutere animatamente con Alì H. dopo il ferimento delle due vittime a colpi di mannaia. Poi si vede Alì fuggire e l’algerino avviarsi verso la metropolitana. È lì, alla fermata di Richard Lenoir, che pochi minuti dopo è stato arrestato nonostante avesse spiegato agli agenti di aver provato a fermare l’attentatore. Una tesi poi illustrata con forza, durante le poche ore di fermo, dalla sua legale, Lucie Simon, agli inquirenti. Secondo l’avvocata, l’algerino “non aveva alcun legame” con l’attentatore. Anzi, avrebbe aggiunto rivolta agli inquirenti, si è comportato “da eroe”.

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