
Il comandante Francesco Schettino e la 25enne moldava Domnica Cemortan hanno cenato assieme. E hanno bevuto. Vino. Tanto vino. Lo dicono dei testimoni oculari. Poi c'è stato lo schiato. Il mistero che ha avvolto la ragazza è ormi un segreto di Pulcinella che si affaccia sulla sera di mercoledì e si squaglia in meno di ventiquattro ore, per diventare una formidabile, nuova arma di pressione su un uomo agli arresti domiciliari che, da oggi, dovrà spiegazioni dolorose anche alla sua famiglia. Intanto ecco la sua versione dei fatti: in un'intervista che ha rilasciato al Corriere della Sera. "Non sono l’amante di Schettino""Non sono l’amante del comandante Schettino. Lo sa perché? Lui mostra sempre a tutti la foto della figlia quand’era piccola. Un uomo che vuole un’amante non si comporta così". Così si spiega lei al Corriere. Mi sento ferita e raggirata, aggiunge. Le foto dell’ultima cena sulla Costa Concordia e la sua presenza sulla plancia di comando hanno scatenato un putiferio di illazioni e ammiccamenti, valutazioni sulla sua vicinanza al comandante della nave crociera."Ero vicina a Schettino: traducevo" E ancora: "Ci sono almeno dieci testimoni che possono confermare quel che le sto per dire. È vero, al momento dell’urto contro lo scoglio c’erano alcuni ufficiali al nostro tavolo nel ristorante sul ponte 3. È quello il posto dove mangiano. Ma è falso che il comandante fosse con noi. Era passato prima e si era fermato poco, ma non ricordo con precisione l’ora esatta. Almeno mezz’ora prima, credo. Quando si sono spente le luci, con i passeggeri che urlavano, è stato un ufficiale a dirmi di seguirlo in plancia. Aveva bisogno di dare istruzioni ai passeggeri, c’erano tanti russi a bordo e il russo è la mia seconda lingua. Certo che ero vicina a Schettino: traducevo quel che lui mi diceva di dire". "Schettino è un eroe" E infine: "Per me il comandante Schettino è un eroe perché nei miei confronti si è comportato da eroe. Io credo che abbia fatto tutto il possibile. Sono sicura che a mezzanotte fosse ancora sul ponte, perché è a quell’ora che ci ha detto di andarcene, di abbandonare la nave. Io e un’altra mia collega abbiamo detto che volevamo restare. Lui ci ha detto di correre via. Siamo salite in coperta e l’ho rivisto solo molto tempo dopo, sull’isola. E poi, mi dica lei cos’è un eroe. Era un eroe quel signore italiano che insultava il marinaio dicendo che doveva partire, anche se la scialuppa era ancora quasi tutta vuota? Dare giudizi è sempre facile"
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