
Salah Abdeslam, l'unico membro sopravvissuto del commando degli attentati del tredici novembre di Parigi, torna a far parlare di sé.
Davanti ai giudici, il detenuto più sorvegliato di Francia si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Dalla sua cella di 11 metri quadri ha però deciso di scrivere a una donna che gli aveva inviato diverse lettere. La missiva dal carcere non è datata ma è stata inserita nel suo fascicolo giudiziario l'11 ottobre.
In un francese marchiato da numerosi errori di ortografia Abdeslam scrive con calligrafia regolare e minuta: "Ti scrivo senza sapere da dove cominciare, ho ricevuto tutte le tue lettere e non posso dirti se mi fanno piacere o meno, certo è che mi permettono di trascorrere un po' di tempo con il mondo esterno".
"Prima di tutto - prosegue il terrorista affiliato all'Isis - non ho paura di esprimere qualche cosa di me perché non ho vergogna di ciò che sono e poi cosa si potrebbe dire di peggio di ciò che si dice già. Sei sincera allora voglio esserlo anch'io: se ti chiedo le intenzioni della tua iniziativa, è per assicurarmi che non mi ami come se fossi una 'star o un idolo', perché ricevo lettere cosi' e non lo approvo perché solo Allah, il Signore dell'universo, merita di essere adorato".
Secondo Libération, che ha deciso di pubblicare solo alcuni estratti della missiva, Abdeslam è destinatario di una fitta corrispondenza. "E' incessante - dice una fonte vicina al dossier - cattolici gli scrivono per interrogarlo sulla fede, donne gridano il proprio amore e dichiarano di volere un figlio, avvocati propongono le loro prestazioni". Mentre non mancano le richieste di intervista dei giornalisti.
Per ora però, lui ha solamente risposto a questa donna misteriosa. Unico indizio: le lettere sono state spedite dal dipartimento francese della Cote-d'Or. Per il giudice, Christophe Teissier, quella che per ora è l'unica risposta di Abdeslam è un documento "utile alla manifestazione della verità".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

