“Non dimentichiamo, ma le sofferenze continuano”
A 20 anni dalle stragi dell’11 settembre sono più le vittime collaterali degli attentati che quelle uccise dagli aerei di al Qaida. A dirlo è La Commissione che distribuisce il sostegno finanziario alle vittime
di Keystone-ATS/MMINO
“Non dimentichiamo, ma le sofferenze continuano”

La Commissione che distribuisce il sostegno finanziario alle vittime dell’11 settembre ha pubblicato il suo ‘20th Anniversary Special Report’ in cui delinea un massacro durato due decenni con un numero di persone uccise da tumori e altre malattie provocate dalle esalazioni degli incendi di gran lunga maggiore rispetto a quello delle vittime dell’impatto dei jet dirottati dai terroristi di Osama bin Laden.

“Non dobbiamo mai dimenticare i morti e i feriti degli attacchi, ma dobbiamo affrontare il fatto che le sofferenze continuano”, ha detto il ministro della Giustizia Merrick Garland presentando il rapporto della Commissione che, si apprende adesso, in vent’anni ha erogato compensi a 40 mila individui e famiglie per un totale di oltre 8,95 miliardi di dollari, nella maggior parte di soccorritori che si sono avvelenati per i veleni tossici di Ground Zero. Molti, si scopre anche, venivano da fuori New York: quasi 4.000 dalla Florida, oltre mille dalla Pennsylvania e poi a seguire, tutti gli Stati americani, 35 da Portorico, quattro dalle Isole Vergini, più una trentina da nazioni estere, grazie all’ondata di solidarietà globale di fronte al crollo delle Torri Gemelle.

Oltre 67 mila pratiche di risarcimento sono state sbrigate negli ultimi dieci anni, dopo che la Commissione nel 2011 ha riaperto l’accesso al Fondo di Compensazione: nel 48% dei casi si trattava di persone malate di cancro o con altre malattie che rendevano legittima l’inclusione. Il Fondo di Compensazione delle vittime dell’11 settembre era stato creato due mesi dopo le stragi: nel biennio successivo quasi tremila famiglie sono state risarcite con somme da due a sette milioni di dollari per aver perso un parente negli attentati. “Quanto vale una vita?”, era stato il mantra che in quei due anni aveva guidato Kenneth Feinberg, l’avvocato del Massachusetts amico di Ted Kennedy a cui il Congresso aveva affidato l’impossibile compito di attribuire un valore monetario ad ogni vita perduta negli attacchi.

Feinberg aveva alle spalle una vasta esperienza in cause di vittime dell’agente Orange in Vietnam e dell’amianto. In quei due anni amministrò a sua discrezione un budget illimitato e senza precedenti, in una vicenda che oggi è diventata un film prodotto per Netflix da Higher Ground, la società di produzione dell’ex presidente Barak Obama: Michael Keaton è il protagonista mentre Stanley Tucci ha la parte di Charles Wolf, un vedovo del World Trade Center che a lungo aveva contestato l’approccio della Commissione.

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