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“Noi, isolati da sempre”: la pandemia alla fine del mondo
“Noi, isolati da sempre”: la pandemia alla fine del mondo
“Noi, isolati da sempre”: la pandemia alla fine del mondo
Redazione
6 anni fa
Sull’Isola di Pitcairn, popolata da cinquanta discendenti degli ammutinati del Bounty, non ci sono casi, ma il turismo è sospeso

25°04’ S – 130°06’O. Venticinque gradi punto zero quattro di latitudine sud. Centotrenta punto zero sei di longitudine ovest. Nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, esattamente a metà strada tra la Nuova Zelanda e il Perù, c’è un’isola lunga tre chilometri e larga uno e mezzo. È Pitcairn. Ci vivono sì e no cinquanta persone e la loro storia è tutto un programma. Sono i discendenti di alcuni ammutinati del Bounty (nave mercantile della marina britannica sulla quale l’equipaggio si ribellò nel 1789) che vi si stabilirono nel 1790 insieme ad alcuni tahitiani.

Una storia tormentataVivono di turismo, agricoltura, apicoltura, artigianato e qualche concessione mineraria. Il piatto tipico è la Pota, un pasticcio di foglie di Tale (Colocasia esculenta) e cocco. Negli ultimi 200 anni sull’isola la vita è stata parecchio tormentata, si va dagli iniziali scontri tra inglesi e tahitiani, fino agli scandali sessuali degli ultimi vent’anni. Nel 2004 un terzo degli uomini sull’isola (tra cui il sindaco) fu condannato per abusi su minori. Nel 2010 toccò al nuovo sindaco, condannato per pedopornografia. Oggi il sindaco è una donna.

Nessun contagio, ma misureParte dei territori britannici d’Oltremare, l’isola è sotto la responsabilità dell’Alto commissario britannico in Nuova Zelanda, che delega sull’isola il controllo a un amministratore, Nick Kennedy (nella foto con la sindaca Charlene Warren-Peu). È lui che abbiamo contattato per capire come sta vivendo questo luogo sperduto la pandemia globale di COVID-19. “Attualmente a Pitcairn non ci sono casi”, ci risponde. Ma anche l’isola alla fine del mondo ha attuato alcune misure di contenimento del virus. “I turisti non sono autorizzati a visitarci”, spiega Kennedy. “Le navi da crociera e gli yacht possono ancora entrare nelle nostre acque, ma equipaggio e passeggeri non sono autorizzati a scendere a terra”. Ovviamente vale anche il contrario: “I residenti non salgono sulle imbarcazioni”.

Sostegno dal Regno Unito“Il Governo britannico lavora a stretto contatto con i Territori oltremare per assicurarsi che ricevano l’aiuto necessario”, ci spiega Kennedy inoltrandoci una citazione governativa. Infatti a Pitcairn i rifornimenti arrivano “con la stessa regolarità di sempre”, racconta. Ma soprattutto bisognerà pensare al futuro. Sull’isola vi è un solo medico, anche lui inviato dalla Gran Bretagna, ma le attrezzature mediche probabilmente non sarebbero in grado di affrontare l’arrivo del virus. “Il Governo sta già procurando equipaggiamento medico e supporto per ogni territorio, ma starà vicino ai Territori oltremare anche sul lungo periodo”, si legge in una nota governativa.

Isolati da sempreMa se questa minuscola realtà potrebbe essere sprovvista di ogni mezzo per affrontare una sfida che sta mettendo in ginocchio i migliori sistemi sanitari del mondo, c’è un aspetto che agli isolani non va insegnato: la capacità di sopportare l’isolamento. “Per buona parte della storia di Pitcairn non vi è stato un servizio regolare di trasporto e i contatti con il mondo esterno erano limitati a quelli con le navi di passaggio”, racconta Nick Kennedy. “È su queste basi che le persone vivono questa situazione, nessuno mi ha parlato di un aumentato senso di isolamento”.

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