
Il Nobel per la Chimica 2020 è stato assegnato a Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna, le due ricercatrici che hanno messo a punto la tecnica che taglia-incolla il Dna, che permette di riscrivere il codice della vita. Il sistema CRISPR/Cas9, sviluppato dalle due ricercatrici, ha messo a disposizione una nuova soluzione per cambiare il DNA degli animali, delle piante e di altri microorganismi, con una precisione senza precedenti. Questo sistema ha permesso negli ultimi anni di sviluppare nuove terapie contro i tumori e potrebbe rendere possibile la cura di diverse malattie ereditarie. Nonostante la tecnica sia relativamente recente, il Nobel era molto atteso perché ha fornito uno strumento senza precedenti per riscrivere il codice della vita.
Come funziona la Crispr che riscrive il Dna
La tecnica che taglia-incolla il Dna, la Crispr,-Cas 9 (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) è stata messa a punto nel 2013. La Crispr è una sorta di forbice naturale che permette di ritagliare il Dna in punti specifici e si ispira al funzionamento di un sistema di difesa immunitaria comune fra i batteri. La tecnica permette di cancellare, sostituire e letteralmente riscrivere intere sequenze del codice genetico utilizzando la proteina naturalmente presente in un batterio (chiamata Cas9 endonucleasi), che viene guidata nel punto esatto del Dna da tagliare da una molecola di Rna.
La tecnica balzata agli onori della cronaca nel 2015
La Crispr è salita alla ribalta della cronaca nell’aprile 2015, quando è stata utilizzata in Cina per riscrivere il Dna di un embrione. Nell’anno successivo è stata ancora utilizzata in Cina su embrioni per renderli resistenti al virus Hiv. Dopo una moratoria che i ricercatori di tutto il mondo si erano auto-imposti, un documento approvato a Washington nel dicembre 2015 ha aperto alla possibilità di modificare il Dna di embrioni umani, ma esclusivamente di quelli destinati alla ricerca. L’enorme potenziale di questa tecnica è diventato sempre più chiaro e nel 2015 la Crispr è stata additata come la scoperta dell’anno. In molti si aspettavano l’assegnazione del Nobel, arrivata oggi.
Prime due donne a dividere il premio
Per la prima volta nella storia dei Nobel dedicati alla scienza, due donne dividono il premio più ambito dai ricercatori di tutto il mondo. Dalla sua istituzione, nel 1901, è stato assegnato finora a cinque donne.
Charpentier: ‘Un messaggio positivo per le ragazze che vogliono seguire la strada della ricerca”
Le donne possono lasciare un segno importante nella scienza ed è importante che lo sappiano le ragazze che vogliono lavorare nella ricerca. Lo ha detto Emmanuelle Charpentier una volta venuta a conoscenza del premio. “Spero che questo riconoscimento sia un messaggio positivo per le ragazze che vorrebbero seguire la strada della ricerca”, ha detto Charpentier in collegamento con la sede dell’Accademia svedese delle Scienze a Stoccolma. La speranza, ha aggiunto, è che questo Nobel “dimostri alle più giovani che le donne possono avere un impatto attraverso le ricerche che svolgono”.
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