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Nobel: dissidenti contro Mo, "è troppo allineato al regime"
Redazione
14 anni fa

Non piace in alcuni ambienti del dissenso cinese il Nobel per la letteratura 2012 assegnato a Mo Yan, scrittore ritenuto da qualcuno troppo allineato al regime comunista. A farsi portavoce del disappunto è in particolare Wei Jingsheng, considerato uno dei padri del movimento d'opposizione democratica in Cina e da tempo esule negli Stati Uniti, che - pur riconoscendo le qualità di scrittore di Mo - non nasconde le sue riserve su una scelta che ai suoi occhi appare come una sorta di gesto conciliatorio verso i mandarini rossi di Pechino: dopo la furia con cui essi reagirono nel 2010 all'attribuzione del Nobel per la pace a un dissidente a tutto tondo quale Liu Xiaobo. Il premio di quest'anno "pare sia stato accordato anche per far piacere al regime comunista e quindi non è degno d'interesse", ha commentato seccamente Wei, che nelle galere cinesi ha trascorso in totale - in due riprese - 18 anni. Considerato fin troppo ossequioso verso il regime, con tanto di tessera di partito e omaggi di rito a Mao, Mo Yan è stato tuttavia 'difesò da un altro dissidente cinese esule negli Usa, Chai Ling, già esponente di spicco del movimento degli studenti represso nel sangue in piazza Tienanmen, secondo il quale il sollievo lasciato trapelare dai palazzi del potere di Pechino di fronte al premio di quest'anno non fa i conti con l'ultimo romanzo di Mo: 'Le Ranè, in uscita anche in Italia, in cui lo scrittore stavolta non lesina critiche pesanti - sia pure in forma indiretta - alla politica del figlio unico e degli aborti forzati imposta per anni dalla nomenklatura in Cina. ATS

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