
La guerra in Ucraina, le sanzioni contro la Russia e i rapporti con la NATO e l'UE. Sono queste le parole chiave utilizzate dai media internazionali per commentare l'esito di ieri sull'iniziativa sulla neutralità. Ecco una selezione delle reazioni della stampa estera.
Repubblica
Il quotidiano italiano parla di uno «schiaffo alla destra» e sottolinea come il risultato confermi il progressivo avvicinamento di Berna all'Europa. Resta invece da vedere, osserva Repubblica, se la stessa tendenza emergerà anche nel dibattito sull'Unione europea, che prende il via oggi alle Camere.
Corriere della Sera
Il Corsera pone l'accento sulle conseguenze del voto per la politica estera. Sottolinea in particolare che con la votazione era in gioco anche il mantenimento delle sanzioni svizzere contro la Russia.
Guardian
Il quotidiano britannico parla di un sollievo per l'Europa, alle prese con crescenti difficoltà nel mantenere l'unità sulle sanzioni contro la Russia. Il risultato svizzero arriva infatti mentre anche nell'UE aumentano le tensioni sulla possibilità di mantenere una posizione comune nei confronti di Mosca.
Financial Times
Il quotidiano britannico si concentra invece sull'importanza del risultato per l'economia svizzera. Per le grandi aziende elvetiche, fortemente dipendenti dai mercati internazionali, sostenere le sanzioni contro la Russia ha rappresentato una via pragmatica, osserva il Financial Times.
Le Monde
In un'intervista pubblicata sabato dal quotidiano francese, lo storico Sacha Zala afferma che la neutralità è diventata in Svizzera «una costruzione identitaria, quasi religiosa». Si tratterebbe, secondo lo storico, meno di una dottrina di politica estera che di un pilastro dell'identità nazionale.
Die Zeit
«Gli svizzeri non vogliono avvicinarsi a Putin», scrive il settimanale tedesco nella sua edizione online. L'iniziativa mirava a impedire l'adozione di sanzioni contro le parti coinvolte in un conflitto, ma la maggioranza dei votanti ha preferito continuare a puntare sulla cooperazione internazionale, aggiunge.
Libération
Il quotidiano francese parla sul proprio sito della bocciatura dell'iniziativa, definita «filorussa». Secondo Libération, gli svizzeri hanno detto no al «testo sottoposto dai sovranisti, che rimproverano al Governo di aver adottato le sanzioni dell'Unione europea contro Mosca».
Le Figaro
Il quotidiano francese rileva che gli svizzeri sono stati chiamati alle urne mentre erano «divisi sulla questione dell'Ucraina». Un sì all'iniziativa avrebbe di fatto privato la Svizzera della possibilità di partecipare a sanzioni contro la Russia senza un mandato esplicito dell'ONU.
ORF
L'emittente pubblica austriaca ricorda che il comitato promotore dell'iniziativa aveva ricevuto sostegno dalla Russia. ORF cita la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che su Telegram aveva criticato una neutralità «a geometria variabile». Zakharova figura a sua volta sulla lista delle persone sanzionate dalla Svizzera.
NPR
Secondo la radio pubblica statunitense NPR, gli elettori dubitavano «che le proposte di Blocher a favore di una neutralità più rigida garantissero la loro sicurezza». La tradizionale neutralità armata potrebbe non essere sufficiente a proteggere il Paese dalle nuove minacce, osserva l'emittente. Il mondo cambia rapidamente e i vecchi amici diventano meno affidabili, scrive NPR, facendo riferimento ai problemi riscontrati nelle forniture di missili Patriot e dei caccia F-35 ordinati agli Stati Uniti.
REUTERS
L'agenzia di stampa internazionale ricorda che, se l'iniziativa fosse stata accettata, la cooperazione tra la Svizzera e la NATO sarebbe stata limitata.
Al Jazeera
Secondo l'emittente araba, l'iniziativa non ha colto la questione centrale, ossia come la neutralità svizzera possa continuare a garantire sicurezza e prosperità in futuro. Una neutralità più rigida, sancita unicamente nella Costituzione, non proteggerebbe il Paese dalle minacce moderne, come la vulnerabilità economica o la violazione del proprio spazio aereo. L'iniziativa riporta alla ribalta un vecchio dibattito, ma dal 2022 il mondo è cambiato sotto molti aspetti.

