Cerca e trova immobili
Estero
No al turismo degli acquisti: “Un danno grave”
Foto Shutterstock
Foto Shutterstock
Da parte italiana il divieto degli acquisti fa discutere. Il presidente della Confcommercio di Como: “Ci devono spiegare perché gli svizzeri non possono venire”

L’Italia ha riaperto le frontiere. Per un residente elvetico, da oggi, è nuovamente possibile varcare il confine per motivi turistici, per incontrare conoscenti o congiunti, per recarsi in una residenza secondaria ma non per fare la spesa. I dettagli sono stati spiegati ieri in conferenza stampa, a Bellinzona (leggi qui).

Niente da fare per gli acquisti. Da Como: "Un danno gravissimo"

Il tema che scalda gli animi è però quello del divieto del turismo degli acquisti. Il presidente della Confcommercio di Como Giovanni Ciceri ha dichiarato a Espansione Tv: “Per la città è un danno gravissimo, ci devono spiegare perché gli svizzeri non possono venire a fare gli acquisti da noi”. E aggiunge: “Non mi sembra che in Italia ci sia una situazione diversa dalla Svizzera, l’impressione è che ci sia una volontà di proteggere la loro economia e gli acquisti in casa loro”. Ma ieri Gobbi ha precisato che si tratta di una misura presa dall’alto: “La Confederazione ha tenuto la misura del divieto nell’ottica di poter destinare il personale ai valichi affinché le persone che entrano siano qualificate per poterlo fare”. Una motivazione per lo più logistica, dunque, che dovrebbe evitare di gravare sul lavoro che viene effettuato alle frontiere. Ma, Ciceri di Confcommercio non ci sta: “Ricorda un po’ un embargo, non si capisce la ratio della legge”.

Al via con gli spostamenti

Secondo alcune testimonianze di oggi al confine, alcuni confederati non hanno perso tempo e si sono diretti immediatamente in Italia. Chi per trovare i propri famigliari che non abbraccia da mesi, chi invece per raggiungere la seconda casa o chi, semplicemente per godersi le vacanze. Ma, il virus non è passato. Né in Svizzera, né tanto meno in Italia. Solo nella giornata di ieri i morti sono stati 55 e i contagi sono stati raddoppiati rispetto al giorno prima e, sei su dieci si sono verificati in Lombardia.

Regole per andare in Italia

In generale, anche i media italiani consigliano di controllare, regione per regione, quali siano le raccomandazioni per evitare di inciampare in qualche contravvenzione salata. Ma andiamo per ordine.

Le mascherine
Mascherine a portata di mano. Non pensate di potervi spostare oltre confine senza, perché sarà importante averne una sempre con voi. In qualunque regione, infatti, i dispositivi di protezione vanno sempre indossati: dai mezzi pubblici, al bar, fino ai negozi. Mentre, per i centri di alimentari e abbigliamento è necessario indossare anche dei guanti usa e getta. In alcune regioni, però, l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto è decaduto, come in Veneto e Piemonte. In Lombardia, invece, fino al 14 giugno è obbligatorio portarla anche all’esterno.

Assembramenti
Un metro di distanziamento. Questa è la regola che fa da denominatore comune a tutto il Paese. Gli assembramenti, generalmente, rimangono vietati ma, se non si può fare a meno di presenziare all’aperitivo in piazza con tante altre persone è necessario cercare di mantenere le distanze e indossare dispositivi di protezione. Quello che potrebbe succedere, in caso di mancato rispetto delle regole, è una multa che potrebbe arrivare fino a 3’000 euro. Prima di partire, però, rassicurano le autorità sanitarie italiane è bene assicurarsi di essere in forma per evitare prolungamenti nella località di soggiorno.

Aereo
Il ministero dei trasporti italiano ha fornito ieri l’elenco degli aeroporti che garantiranno i servizi e le regole da seguire. Un metro di distanza, ovvero non avere accanto nessun passeggero, obbligo di prenotare con largo anticipo vista l’occupazione minore dell’aeromobile e a bordo sarà obbligatorio indossare la mascherina. E, da ultimo, il bagaglio a mano sarà vietato (eccezion fatta, chiaramente, per gli effetti personali).

Scelta unilaterale

L’apertura dei confini, lo ricordiamo, rimane una scelta unilaterale. Ciò vuol dire che, come ribadito, le restrizioni d’entrata rimangono valide per chi non è cittadino svizzero o residente, per il turismo e le visite in generale, per chi cerca lavoro e per chi non esercita un’attività lucrativa.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata