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"No al burqa? Allora vietiamo anche Babbo Natale"
"No al burqa? Allora vietiamo anche Babbo Natale"
"No al burqa? Allora vietiamo anche Babbo Natale"
Redazione
10 anni fa
Il ministro tedesco Ralf Jäger si oppone al divieto del burqa: "Non risolve nulla, allora vietiamo gli indumenti religiosi"

In Germania il divieto del burqa sta prendendo sempre più piede: mentre la stessa Angela Merkel lo aveva definito un "ostacolo all'integrazione" delle donne islamiche, il ministro dell'Interno tedesco, Thomas De Maizière aveva comunicato lunedì il raggiungimento di un compromesso tra le forze politiche.

"Abbiamo una posizione politico-sociale che va contro chi indossa il burqa ma sulla base della nostra Costituzione non vogliamo e non possiamo vietarne in assoluto l'uso, quindi - ha argomentato - laddove è necessario mostrare il proprio volto per il funzionamento della nostra società allora pretendiamo che non ci sia il burqa". 

E questo, ha sottolineato De Mazière, "nelle scuole, negli asili, negli uffici cittadini, durante le manifestazioni pubbliche, se si ricopre una carica nella vita pubblica".

Questo compromesso non è però andato giù a tutti. In particolare al ministro dell'Interno del Land della Renania settentrionale-Westfalia Ralf Jäger, in passato accusato di aver minimizzato gli episodi di violenza sessuale avvenuti a Colonia durante lo scorso per evitare strumentalizzazioni politiche.

“Se vietiamo il burqa dovremo bandire tutti gli altri indumenti religiosi, compreso il costume di Babbo Natale”, ha commentato Jäger.

Come riferito da Breitbart.com, il politico della sinistra tedesca ha sostenuto che il costume di Santa Klaus “nasconde il volto”, quindi "in accordo con il divieto del burqa che si vorrebbe introdurre andrebbe vietato a sua volta".

“Una legge anti-burqa non serve a nulla in termini di sicurezza, ma solo in vista delle elezioni”, ha poi polemizzato.

Jäger era finito nell’occhio del ciclone dopo i fatti di Colonia, e in risposta aveva silurato il capo della Polizia Wolfgang Albers per “ridare fiducia alla cittadinanza nei confronti delle forze dell'ordine”, accusate pure loro di non aver preso provvedimenti adeguati.

Una successiva fuga di notizie aveva in seguito scagionato Albers, che aveva avvertito il ministero di possibili problemi durante i festeggiamenti, mentre in seguito agli eventi Jäger lo aveva invitato a censurare la parola “stupro” dai verbali.

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