Estero
“No ai documenti serbi”, il Kosovo rinvia di un mese
10 giorni fa
Pristina ha deciso di posticipare al primo settembre il divieto dell’uso di documenti e targhe serbe nelle regioni del nord

Il governo del Kosovo ha rinviato di un mese, fino al primo settembre, il divieto dell’uso di documenti serbi, comprese le targhe delle auto, nelle regioni del nord a maggioranza serba, secondo quanto riferiscono varie agenzie stampa internazionali.

Tensioni tra Pristina e Belgrado
L’annuncio del divieto, che doveva entrare in vigore oggi, ha scatenato violente reazioni dei serbi del Kosovo e riacceso pericolosamente le tensioni tra Pristina e Belgrado.

Bloccato anche le strade
I manifestanti kosovari di origine serba hanno bloccato le strade che conducono ai valichi di confine di Jarinje e Bernjak, obbligando le autorità a deciderne la chiusura. Media locali hanno riferito che la Forza per il Kosovo a guida Nato (Kfor) ha inviato militari a pattugliare le strade.

Dal 1999
A partire dalla guerra del 1999, il Kosovo aveva tollerato l’uso di targhe emesse dalle istituzioni serbe in quattro municipalità del nord del Paese dove sono presenti maggioranze serbe.

“Diritti dei serbi in Kosovo siano rispettati”
“Tutti i diritti dei serbi in Kosovo devono essere rispettati”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ripreso dall’agenzia Interfax. I paesi occidentali, che avevano riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, dovrebbero avvertire le autorità della repubblica di non compiere passi sconsiderati, mentre i diritti dei serbi che vi risiedono devono essere rispettati. “Crediamo che i Paesi, che hanno riconosciuto il Kosovo e ne sono diventati i garanti, debbano esercitare tutta la loro influenza per avvertire le autorità del Kosovo dall’adozione di misure sconsiderate che possano portare all’escalation”, ha detto Peskov.

“L’Ue invita alla calma, stop a azioni unilaterali”
Chiunque sia coinvolto nella crisi nel nord del Kosovo deve restare calmo e ogni azione unilaterale che mette in discussione la stabilità e la sicurezza, e che impedisce la libertà di movimento per tutti i cittadini, deve cessare immediatamente. Il solo modo di risolvere le dispute è attraverso il dialogo” facilitato dall’Ue, ha affermato oggi Peter Stano, portavoce dell’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Josep Borrell, in merito alle tensioni esplose nella giornata di ieri al confine tra Serbia e Kosovo. Dopo che il Kosovo ha accettato la richiesta dell’Alto rappresentante di posticipare l’attuazione delle misure che hanno portato a questa crisi, “l’Ue ha invitato le due parti ad incontrarsi a Bruxelles” per trovare una soluzione e “prevenire il riemergere di tali tensioni”, ha spiegato il portavoce.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata