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No a “Buon Natale”, dietrofront Ue
immagine Shutterstock
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Ginevra Benzi
5 anni fa
A seguito della bufera politica che sta facendo discutere l’Europa, l’Ue ritira le norme sulla comunicazione “politicamente corretta”

“L’iniziativa delle linee guida aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo. Non è un documento maturo e non va incontro ai nostri standard qualitativi. Quindi lo ritiro e lavoreremo ancora su questo documento”. È quanto dichiarato dalla commissaria Ue all’Uguaglianza Helena Dalli a seguito delle polemiche su quanto proposto dalla Commissione Ue dove si chiedeva l’uso neutrale della lingua in temi fra i quali il genere e le festività religiose.

Qual era lo scopo?
Meglio “buone feste” che “buon Natale”; basta riferimenti di genere; mai supporre l’orientamento sessuale di una persona; non rivolgersi al pubblico con il classico “signore e signori”. Queste le norme linguistiche che l’Ue aveva proposto negli scorsi giorni tramite il documento interno “Union of Equality”.

Le motivazioni
La tesi a sostegno del documento si basava sul fatto che “Ognuno in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale, senza riferimenti di genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale. Le parole e le immagini che usiamo nella nostra comunicazione quotidiana trasmettono un messaggio su chi siamo e chi non siamo”.

Sovranisti all’attacco, Bruxelles si difende
“L’Europa cancella le nostre radici cristiane” avevano dichiarato Lega e Fratelli d’Italia, ma Bruxelles si era difesa: “Non vietiamo o scoraggiamo l’uso della parola Natale, è ovvio. Celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani sono parte della ricca eredità europea”.

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