
Una nuova ondata di scontri tra cristiani e musulmani ha insanguinato oggi Bauchi, nel nordest della Nigeria. Diverse chiese e moschee sono state date alle fiamme. Bauchi, capitale dell'omonimo Stato, si trova a poca distanza dalla città di Jos, teatro delle violenze interreligiose di novembre che hanno causato oltre 200 vittime. Secondo la Croce rossa nigeriana i morti negli scontri di oggi sono almeno quattro, 28 i feriti molti dei quali in gravi condizioni. Testimoni hanno riferito che una folla di musulmani ha incendiato tre chiese e attaccato i cristiani, considerati responsabili di aver dato fuoco a due moschee la notte precedente in un quartiere popolare di Bauchi. La polizia è intervenuta per riportare la calma. "Le forze dell'ordine hanno il compito di trattare con decisione con i responsabili", ha detto il governatore dello Stato di Bauchi, Isa Yuguda, alla tv locale. L'allerta è alta anche a Jos, capitale dello Stato di Plateau che confina con quello di Bauchi, dove a fine novembre scorso gli scontri tra cristiani e musulmani che hanno causato centinaia di morti, quasi 500 secondo alcune fonti. "Abbiamo messo le forze di sicurezza in stato d'allerta a Jos, vogliamo prevenire ogni eventualità", ha detto un portavoce del governo dello Stato. Le violenze di novembre, esplose dopo le elezioni locali che avevano visto prevalere il partito di ispirazione cristiana (Pdp) su quello musulmano (Anpp), sono rientrate solo dopo il massiccio intervento delle forze dell'ordine e dell'esercito. Papa Benedetto XVI aveva espresso orrore e deplorazione per l'esplosione di "tanta crudele e insensata violenza". Dal 2000 ad oggi, sono migliaia le vittime degli scontri etnici e interreligiosi in Nigeria. ATS
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