
Il gruppo islamico Boko Haram ha rivendicato almeno uno dei tre attentati che hanno colpito stamane altrettante chiese cristiane in Nigeria, provocando decine di morti. Boko Haram si addossato la responsabilità della bomba scoppiata in una chiesa alla periferia della capitale Abuja durante la messa di Natale, che ha causato almeno 27 vittime. Un'altra forte deflagrazione, con un numero ancora incerto di morti, ha ucciso almeno un poliziotto di guardia ad una chiesa di Jos, in Nigeria centrale. Mentre, per ora, si segnalano solo diversi feriti nella terza chiesa colpita, a Gadaka, nello stato settentrionale di Yobe. Altre due esplosioni di natura non accertata sono state segnalate nella città di Damaturu, nel nord-est della Nigeria. Parde Christopher Bard, citando un bilancio fornitogli dai soccorritori, ha riferito che è di almeno 27 il numero di vittime dell'esplosione nella chiesa di Santa Teresa, in quartiere periferico di Abuja. Il sacerdote ha precisato che lo scoppio è avvenuto quando la messa di Natale stava finendo. "Siamo noi i responsabili di tutti gli attacchi dei giorni scorsi, compreso quello odierno contro la chiesa di Madalla, nei pressi della capitale. Continueremo a lanciare simili attacchi nel nord del Paese nei prossimi giorni", ha detto al telefono con l'AFP un uomo affermando di parlare a nome del gruppo islamico Boko Haram. Una portavoce del governo dello stato di Plateau, di cui Jos è la capitale, ha dichiarato che un poliziotto di sorveglianza è rimasto ucciso nell'esplosione contro la Chiesa "Montagna di Fuoco" a Jos. Tre veicoli sono stati dati alle fiamme e un muro della chiesa è stato distrutto. In una prima reazione agli attentati, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha detto che "purtroppo è la manifestazione ancora una volta della crudeltà di un odio cieco e assurdo che non ha alcun rispetto per la vita umana e cerca di suscitare e alimentare altro odio e confusione". "Siamo vicini alla sofferenza della Chiesa e di tutto il popolo nigeriano - ha dichiarato ancora il direttore della sala stampa vaticana - così provati dalla violenza terroristica anche in questi giorni che dovrebbero essere di gioia e di pace". "Mentre preghiamo per le vittime - ha aggiunto -, ci auguriamo che questa insensata violenza non riesca a indebolire la volontà di convivenza pacifica e di dialogo nel Paese". ATS
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