
Ancora attentati suicida, ancora assalti e raffiche di Kalashnikov nel nord-est della Nigeria. Oggi due donne si sono fatte saltare in aria in un mercato di Maiduguri, capoluogo dello Stato di Borno, proprio mentre decine di miliziani Boko Haram attaccavano edifici e negozi a Damaturo, altra città della stessa regione (Stato di Yobe). Il bilancio sarebbe, secondo varie testimonianze, di una decina di morti e di numerosi feriti tra la popolazione. Le due donne kamikaze si sono fatte esplodere in un mercato molto frequentato nel centro di Maiduguri, lo stesso dove la settimana scorsa altre due ragazze, attivando i detonatori dell'esplosivo che avevano addosso, avevano ucciso 45 persone. "Le donne kamikaze hanno scatenato l'inferno in due diverse zone del Monday Market - ha riferito un portavoce della polizia locale", mentre un testimone ha detto che almeno uno degli ordigni era nascosto in una borsa. A Damaturu, capoluogo del confinante Stato di Yobe, "un gran numero di uomini armati - ha raccontato un abitante - hanno fatto irruzione in città all'alba sparando e lanciando bombe a mano". "Hanno incendiato uffici di polizia seminando caos e terrore nei quartieri residenziali - ha aggiunto un altro superstite - In tanti siamo fuggiti dalle nostre case e ci siamo nascosti nella boscaglia". Un dipendente dell'istituto politecnico ha più tardi riferito che combattimenti erano in corso vicino alla scuola e "bombe a mano sono cadute" nel cortile. Altri scontri si segnalavano vicino a una prigione dove sono detenuti presunti membri degli integralisti islamici Boko Haram e che è situata vicino alla residenza del governatore. Borno e Yobe sono due dei tre stati del nord-est nigeriano maggiormente colpiti dal fanatismo del gruppo armato fondamentalista che dal 2009 ha provocato 13.000 morti e un milione e mezzo di profughi e sfollati. Sulla strage infinita, dopo le parole di ieri di papa Francesco, oggi si è levata la voce del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso. "Noi siamo tutti sconvolti per questa violenza folle che continua a colpire e uccidere anche credenti pacificamente riuniti per la preghiera. Non si può rimanere in silenzio, non si può rimanere indifferenti - ha affermato - È molto triste ma bisogna continuare sulla via del dialogo. Quanto più la situazione è drammatica, tanto più si impone il dialogo".
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