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Nigeria: caro-benzina; durissimi scontri, polizia usa gas
Redazione
15 anni fa

Monta in Nigeria - primo produttore di greggio in Africa - il malcontento popolare dopo il taglio delle sovvenzioni governative per la benzina, il cui prezzo è schizzato alle stelle sia sul mercato legale che su quello nero. Durissimi scontri a Lagos dove, secondo i sindacati, c'è stato anche un morto. I manifestanti hanno eretto barricato e sequestrato anche alcuni autobus; la polizia ha risposto con lanci di lacrimogeni. In migliaia hanno invaso oggi le strade di Lagos, la capitale commerciale del paese, per protestare - i più in maniera pacifica - contro i costi del carburante bruscamente raddoppiati dopo la decisione annunciata dalle autorità il primo gennaio. Oltre 1000 persone si sono radunate nella principale area commerciale della città brandendo cartelli sui quali si leggeva: "no al caro-benzina" e "vogliamo salari vivibili". Un giornalista della France Presse ha visto la polizia lanciare gas lacrimogeni su un gruppo di persone che appiccavano il fuoco a dei pneumatici. Secondo i sindacati, almeno uno dei manifestanti è rimasto ucciso negli scontri con le forze dell'ordine. "Non ce ne andremo dalle strade finché il prezzo del greggio non tornerà a 65 naira (0.66 euro) al litro", ha detto Tunde, un manifestante con una tanica di benzina nelle mani. A Kano, principale città nigeriana del nord, la polizia è intervenuta per impedire un sit-in in un campo sportivo ribattezzato "piazza della libertà". Nove persone sono finite in manette. Ai distributori, dove da ieri è scattata la corsa all'accaparramento della benzina, il prezzo di un litro di greggio è passato da 65 naira a 140 naira. Una cifra esorbitante in un paese dove la maggioranza della popolazione vive come meno 1.50 euro al giorno. Con il taglio effettuato sulle sovvenzioni al greggio il governo nigeriano punta a risparmiare circa 8 miliardi di dollari sul budget federale. Che, almeno nelle promesse, intende usare per migliorare le infrastrutture del paese. Nonostante le rassicurazioni fornite dal presidente Goodluck Jonathan i sindacati hanno però ventilato lo spettro di uno sciopero generale. ATS

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